Storie di vite straordinarie al servizio degli ultimi

gabriel200Di Gabriele Monacelli

29 ottobre 2018… finalmente ci siamo, sono mesi che aspettiamo questa data per partire per l’Argentina. Sono mesi che immaginiamo come potrebbe essere lassù sulle Ande, pensiamo alle attività che porta avanti la Fundación Los Niños de San Juan, che abbiamo conosciuto solamente attraverso le foto e gli scritti di Ramón Gómez, pensiamo a come possono vivere le persone ad oltre 3000 m. di altitudine con carenza di acqua, cibo e vestiti, ma tutto quello che immaginavamo non rappresenta per niente la realtà che abbiamo vissuto.

gabriel2Arriviamo a Salta la mattina del 30 ottobre, siamo accolti all’aeroporto da Ramón, la sua famiglia e da due volontari della Fundación. Il programma della giornata prevede il pranzo a casa di Ramón a Salta e subito dopo la partenza per le Ande dato che a Ramón hanno appena comunicato che c’è un camion disponibile per portare le tubazioni della rete idrica, in fase di costruzione, per la comunità Pacha Inti. Ci mettiamo al lavoro caricando 1400 m di tubi per poi scaricarli alle 21.00 vicino alle case della comunità Pacha Inti in mezzo alle Ande in completo buio e dopo 33 ore di viaggio. Veniamo subito messi alla prova dalla realtà del posto, qui non ci sono orari e le cose devono essere fatte quando è il momento di farle.

I giorni di attività a Santa Rosa de Tastil, sede nelle Ande della Fundación Los Niños de San Juan, si susseguono a ritmo serrato con tante cose da fare. Scopriamo i diversi progetti che porta avanti Ramón con la Fundación, come la distribuzione settimanale porta a porta di generi alimentari, vestiti, scarpe, pane, caramelle e giocattoli alle famiglie e nelle scuole, costruzione di una casa per Jesus, un ragazzo reso disabile all’età di nove mesi che viveva in una casa quasi completamente al buio, costruzione di un bagno per Franco, un ragazzo affetto da distrofia muscolare, e ancora messa in opera di progetti come le reti di distribuzione d’acqua della comunità Pacha Inti e della località El Palomar, realizzazione di un centro di prima assistenza sanitaria sempre nella località El Palomar, gestione dei rapporti con i donatori, conferenze nelle quali presenta le sue attività e tanto altro.

Le distanze sono immense e molto tempo viene impiegato per gli spostamenti attraversando altopiani e montagne, su e giù per un paesaggio che lascia senza fiato, affascinante in tutti i suoi aspetti come l’alternanza del colore della roccia delle montagne che vira dal rosa, al marrone, al grigio, al bianco, i distesi altopiani, un lago dove vivono fenicotteri rosa, anatre, gru e tanti altri piccoli uccelli, e le abitazioni delle persone a cui diamo assistenza, sparse in un territorio di centinaia e centinaia di chilometri quadrati pieno di roccia e cactus che dominano il paesaggio come dei silenti sorveglianti della terra. Le persone che incontriamo durante la distribuzione porta a porta sono sempre gentili e affettuose, siamo accolti gioiosamente dai bimbi con sorrisi e abbracci. Tutti sono felici nonostante, ai nostri occhi, non hanno niente e vivono in condizioni al limite della sopravvivenza.

Portiamo avanti il lavoro insieme alla famiglia di Ramón, cuore della Fundación, e ad altri volontari locali. Sono tutte persone semplici ed umili che vivono vite straordinarie.

La vita più straordinaria è quella di Ramón. All’età di 18 anni ha scelto di dedicare la sua vita agli altri, di prodigarsi affinché tutti possano avere di che sopravvivere, difatti ripete spesso che bisogna condividere il necessario, non il superfluo, cioè tutto ciò che abbiamo, affinché tutti possano goderne. Ramón ha lasciato il suo lavoro da carpentiere del legno per dedicarsi completamente all’attività della Fundación. Ci racconta dei primi anni in cui ha iniziato, delle difficoltà che ha passato insieme a sua moglie Sandra e ai suoi bimbi piccoli e nonostante tutto è sempre andato avanti. Ad esempio ci racconta della loro prima casa a Santa Rosa de Tastil dove avevano un tetto fatto solamente con una lamiera: durante una sera d’inverno era completamente ghiacciato e Ramón scherzava dicendo a sua moglie che nessuno aveva un tetto di cristallo come il loro!

La vita di Ramón è completamente dedicata al lavoro della Fundación, ma la sua opera non è di solo assistenzialismo materiale, bensì è un’opera di sviluppo sociale, difatti aiutando le popolazioni fornendo i beni primari entra in rapporto con loro conoscendo la loro cultura, le loro esigenze e, facendosene carico in prima persona, permette alle persone di poter “pensare”, cioè permette loro ad esempio di andare a scuola, di acculturarsi e crescere socialmente sia come singoli individui che come comunità. Intrattiene rapporti personali con tutte le persone che aiuta, parla con loro, chiede se hanno problemi e se può aiutarli, supporta i genitori nell’educazione dei figli, visita e conforta i più anziani che senza di lui sarebbero dimenticati da tutti in mezzo alle montagne, ascolta i bisogni degli insegnanti nelle scuole. Ramón partecipa, quindi, alla crescita delle comunità locali, permettendo loro di poter crescere e svilupparsi nei luoghi in cui sono nati nel rispetto della loro cultura, senza alterare l’equilibrio sociale. Ramón, oltre a questo, partecipa attivamente alla vita domestica della sua famiglia. Durante la permanenza nella sua casa è sempre stato pronto a servirci, cucinando il pane o preparando i pasti senza mai un attimo di riposo. Egli è tutto questo e tanto altro, una persona straordinaria che la notte non dorme e pensa ai niños che hanno fame e freddo e che vivono in mezzo alla montagna dimenticati dalla società.

Altra vita straordinaria è quella di Sandra, moglie di Ramón. Da quando si conoscono lei è sempre stata al suo fianco, supportandolo e sostenendolo in tutto e per tutto nell’attività della Fundación. Una persona umile, solare, gioiosa e sempre disponibile, dedita al servizio agli altri. Ci accoglie nella sua casa senza farci mancare niente, cucinando per noi incessantemente, ci tratta come suoi figli. Sandra gestisce un ostello che hanno a Santa Rosa, formato da un ristorantino e da camere da letto dove accolgono i passanti e che sostiene l’economia familiare. Molte volte è capitato che durante la cena lei si è alternata tra la cucina per noi e per gli ospiti dell’ostello, senza che noi nemmeno ce ne accorgessimo.

Ramón e Sandra, per la maggior parte delle persone che vivono nella puna salteña, rappresentano l’unico contatto con il mondo, l’unica assistenza sociale, l’unica speranza per vivere dignitosamente nei loro luoghi natii, dimenticati da una società materialista e razzista che non ha nessun interesse affinché quelle popolazioni si sviluppino e crescano al passo con i tempi.

Ramón e Sandra rappresentano il Vangelo nel comandamento dell’ama il prossimo tuo come te stesso. Sono padre e madre di tutti noi e di tutti i bambini delle Ande, accolgono tutti alla loro mensa, l’amore che emanano è sconvolgente e ci sentiamo tutti rapiti dalla loro energia. Mi ritrovo molto nell’operatività di Ramón, sono in sintonia con lui, lo sento nel mio cuore. Lui usa poche parole e molti fatti, sempre pronto nell’aiutare il prossimo: “Quando alla sera il corpo è stanco il cuore è felice” ci ripete spesso.

Durante la nostra permanenza sulle Ande conosciamo altre due persone che vivono vite straordinarie e che sono volontarie della Fundación. Questa coppia conosce Ramón e Sandra da pochi mesi, durante i quali hanno detto sempre sì ad ogni richiesta di aiuto per le attività. Ci raccontano le loro vite e il riscatto sociale che hanno avuto nascendo in famiglie poverissime, come le popolazioni che visitiamo, ed essendo ora riusciti, con molto impegno e difficoltà, ad aprire diverse attività commerciali. Lui riesce a finire la quinta elementare e poi continua a lavorare nei campi per molte ore al giorno, come fa la maggior parte dei bambini (gli altri si dedicano alla pastorizia). Durante l’adolescenza, grazie all’aiuto, prima di un fratello e poi di un cugino, riesce a lasciare i campi e a spostarsi per lavorare in varie città fino ad arrivare in una cittadina nei pressi di Salta.

Lei, dopo un’infanzia vissuta nella povertà, trova lavoro come governante, arriverà anch’ella in una cittadina nei pressi di Salta dove incontrerà lui. I primi anni del loro incontro sono durissimi. Lui lavora come muratore e lei sempre come governante, ma appena rimane incinta, la ricca donna dove lavora si indispettisce e comincia a farle fare lavori pesanti. C’è molto razzismo verso i campesinos (così sono chiamati i contadini) e lei è costretta a lasciare il lavoro. A questo punto insieme decidono di aprire il loro primo negozio, ma le cose ancora non vanno bene e fanno fatica a sopravvivere. Vivono in una casa senza tetto con i bimbi piccoli e quando piove e nevica la situazione è davvero pesante. Passano anni duri, ma il loro amore e la loro fede sono forti e non mollano. La loro vita prende una svolta quando una signora cede loro il proprio negozio in una zona fronte strada e le cose piano piano cominciano a migliorare. Lavorano duramente ed aprono altri negozi, ogni attività che aprono va alla grande. Finalmente riescono ad alzarsi in piedi, escono dalla condizione di povertà, riescono a terminare casa e a sistemarsi, ma ancora non è finita. Alcuni familiari di lui, vedendo come si sono sistemati, cominciano a pretendere la propria parte e da lì si apre un periodo di lotta familiare, dalla quale escono però a testa alta. Finalmente riescono ad avere una certa tranquillità e riescono a lavorare bene. La loro generosità e bontà d’animo li porta ad aprirsi al mondo e a dedicare la propria vita agli altri, ad impegnare il proprio tempo e le proprie risorse per il prossimo, per aiutare gli ultimi, per aiutare quelli che vivono come loro vivevano ed è a questo punto che incontrano la Fundación Los Niños di San Juan alla quale stanno dedicando la loro vita. Un esempio di vita da imitare. Non è affatto scontato che chi viene dalla terra e si riscatta si metta al servizio degli altri, invece loro con il loro cuore aperto fanno questo. Nei pochi giorni passati insieme entriamo subito in sintonia, ci sentiamo uniti da uno strano legame profondo, dalla gioia di condividere il lavoro, dall’allegria dello scherzare insieme, nel sentirsi parte di uno stesso disegno di aiuto, un legame che va al di là della propria cultura, lingua, credo e appartenenza sociale.

Altra storia di vita straordinaria è quella di una signora indigena che aiuta Sandra nella gestione casalinga. Questa signora vive nelle Ande in completa povertà, è una persona gentilissima, umile e riservata. Parla poco, è sempre composta e garbata e dai suoi occhi traspare amore e gioia. Ci racconta la sua storia, di come è cresciuta con grandi difficoltà, senza niente, in una continua lotta per la sopravvivenza. Ceduta dai genitori biologici non viene accettata dal padre adottivo che la obbliga a lavorare sin da piccolissima e non appoggia mai le sue scelte. In continua lotta riesce a crearsi la sua famiglia. Ci racconta di come educa i suoi figli ai quali cerca di non far mai mancare l’amore di un genitore che lei non ha mai ricevuto. Ci dice che grazie a Ramósito e Sandrita (è così che li chiama) che considera come suoi genitori, ha ricevuto quell’amore che le mancava e grazie a loro può migliorare la sua vita e la vita dei propri figli. E’ li con noi, viviamo insieme per alcuni giorni e mi lascia sbalordito il suo costante lavoro, silenzioso e preziosissimo. Ella non ha esitato a dedicarsi alla nostra accoglienza con dedizione ed amore.

Così abbiamo scoperto sulle Ande delle persone straordinarie, che vivono vite straordinarie ogni giorno, nonostante le innumerevoli difficoltà. Persone che non hanno niente ma hanno tutto e tutto quello che hanno viene condiviso per il bene comune senza chiedere nulla in cambio. Abbiamo riscoperto in una comunità quei valori che noi popoli occidentali abbiamo dimenticato, soffocati dalla materia e dall’egoismo, quei valori che dovrebbero essere la base della società e invece solo in pochi possiedono e questi pochi vengono schiacciati dall’indifferenza dei molti.

Vivere e lavorare sulle Ande è stata un’esperienza rigenerante per il mio spirito indebolito dallo stile di vita occidentale, dai ritmi pressanti della società consumistica che induce falsi ideali ed esigenze. Sulle Ande si riscoprono i veri valori, le vere esigenze della vita, il tutto diventa quello che noi in Italia diamo per scontato come avere un tetto sopra la testa, la casa calda, l’acqua a disposizione in ogni momento, vestiti per ogni stagione, il cibo che vogliamo e quando vogliamo, un po’ di pane fresco, un giocattolo e una caramella per i bimbi, un abbraccio ed un sorriso di una persona amica, un consiglio o una pacca sulla spalla, la visita ad un nonno.

Da questo si comincia ad apprezzare e a dar valore a quello che abbiamo, a ringraziare per i doni ricevuti nella nostra vita, a dare meno cose per scontate e capiamo che è necessario spendersi affinché anche l’ultima persona dispersa nel luogo più lontano della Terra possa sentire di essere amata ed accolta.

Ramón, Sandra gracias por todo, grazie per averci donato il fuoco del servizio, grazie per l’amore che emanate e che concretizzate nella vostra vita a continuo servizio degli ultimi nel continuo flusso della gioia della vita. Grazie per materializzare con le vostre mani il comandamento dell’ama il prossimo tuo come te stesso, minuto dopo minuto, giorno dopo giorno nell’eterno presente.

Grazie infinite a chi ogni giorno lavora incessantemente a favore della vita facendo della sua vita una missione di amore, pace e pazienza.

Con infinito amore e devozione

Gabriele

18 novembre 2018

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Link all’originale: https://www.thebongiovannifamily.it/arche-2018/7812-storie-di-vite-straordinarie-al-servizio-degli-ultimi.html

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Lo Spirito Paraclito è in mezzo a noi

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DAL CIELO ALLA TERRA

HO SCRITTO IL 21 SETTEMBRE 2018:

LA CRONACA SCRITTA DAGLI AMICI FRATERNI CLAUDIA E GABRIELE.
PAROLE DI VERITÀ.
LEGGETE, MEDITATE E DEDUCETE.
IN FEDE.
G.B.
Sant’Elpidio a Mare (Italia)
21 settembre 2018

LO SPIRITO PARACLITO È IN MEZZO A NOI
Di Claudia Marsili e Gabriele Monacelli

paraclito1Lo Spirito Paraclito è in mezzo a noi e chiunque di noi offre la sua vita per testimoniare la seconda venuta del Cristo Glorioso costituisce un minuscolo pezzo del Suo Santo Spirito e del Suo Santo Corpo.

È questa la rivelazione più grande di questo intenso pomeriggio, rivelazione suggellata dalla testimonianza di coloro che hanno preso parola e dato voce alla Verità che non può essere taciuta.

Il Consolatore è l’alito di Verità che anima tutti noi, le nostre vite che annaspano alla ricerca di un senso profondo a tutto questo divenire.

Grazie infinite a tutti coloro che costantemente vivono e lottano per far sì che i nostri occhi si risveglino dal grigiore dell’ignoranza.

Con profonda devozione e amore

Claudia & Gabriele, 20 settembre 2018

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Cronaca della conferenza “Civiltà oltre la terra – Gesù Cristo e la Scienza dello Spirito”
(Monte Urano, 1 settembre 2018)

paraclito2GIOVANNI BONGIOVANNI – FUNIMA INTERNATIONAL ONLUS

paraclito3Giovanni Bongiovanni ringrazia tutti i partecipanti per essere intervenuti proprio nella zona dove hanno sede le Associazioni che verranno presentate nel corso del pomeriggio. Annuncia che Giorgio purtroppo non potrà essere presente, ma si collegherà via skype per rispondere alle domande dei presenti. Presenta poi l’Associazione umanitaria Funima International Onlus e i progetti portati avanti in tutto il mondo dal 2005. Associazione fondata su inspirazione della vita e del messaggio di suo padre, Giorgio Bongiovanni, che tramite i tanti volontari svolge attività di raccolta fondi ed è impegnata nel divulgare tematiche di vitale importanza, come la pace nel mondo, l’uguaglianza e la dignità di tutti gli esseri umani, anche facendo rete, appoggiando e partecipando a conferenze che parlano di tematiche spirituali, come quella di oggi.

Funima Internationl Onlus si impegna a realizzare progetti a favore dei bambini e delle loro famiglie e comunità e organizza, nei luoghi del mondo in cui sceglie via via di operare, un sostegno concreto ad attività locali tramite mense, assistenza sanitaria, scavo pozzi per acqua potabile, educazione e riabilitazione in seguito a tossicodipendenza, per portare le persone a nuova vita, con esempi etici e spirituali.

I progetti attualmente attivi sono in Sudamerica e in Italia: Ande Argentine, Paraguay (Asunción), Uruguay (Montevideo) e Palermo.

“Vi informo che in autunno è in programma un viaggio in cui alcuni di noi si recheranno in Argentina, per portare avanti i progetti intrapresi ad inizio anno, in appoggio all’associazione locale Fundación Los Niños de San Juan, con cui collaboriamo da tanti anni”.

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SONIA TABITA BONGIOVANNI E I RAGAZZI DI OUR VOICE

 paraclito4È il momento di Sonia Tabita Bongiovanni che presenta il Movimento culturale internazionale Our Voice, un movimento formato da tanti giovani e giovanissimi che, attraverso l’arte, cercano di portare un messaggio ai giovani come loro in tutto il mondo. “Noi lottiamo contro le ingiustizie sociali attraverso l’arte e le nostre passioni. Siamo nati nel 2014 a Sant’Elpidio a Mare; nel tempo sono nati altri gruppi in tutta Italia e in Sudamerica, con l’obiettivo di informare i giovani in merito ai problemi sociali. Il nostro primo spettacolo “L’Arte uccide la mafia” è stato creato in ricordo delle persone che attraverso la loro vita, il loro esempio, il loro lavoro hanno dato un messaggio forte a tutti noi e sono rimasti vittime di tutto questo. Purtroppo noi oggi vediamo l’indifferenza dei giovani verso tutti i problemi che affliggono la società, società che non è in grado di dare dei valori morali a noi giovani, valori come la libertà, la verità, la giustizia e l’amore.

Attraverso questi spettacoli portiamo il nostro messaggio nelle scuole, per cercare di coinvolgere altri giovani come noi, sensibilizzandoli su queste tematiche.

Siamo reduci da un tour che ha toccato prima Palermo, dove come ogni anno dal 2014 siamo presenti in Via D’Amelio per la commemorazione della strage di Via D’Amelio e poi il Friuli”.

paraclito5I ragazzi offrono un assaggio del loro ultimo spettacolo “La Storia si ripete?”: la struggente interpretazione di Diego, che mette in scena la vita di uno dei 30.000 desaparecidos scomparsi durante la dittatura argentina, con un piano ben preciso per sterminare tutti gli oppositori, e che arriva profondamente al cuore lasciando tutti senza parole.

Chiara e Mattia deliziano la platea con un emozionante passo a due di danza, accompagnati dalla piccola Naike, mentre Elisa mette in scena un monologo in cui parla del volto malato dell’Italia, dai mille risvolti criminali, accompagnata dalle note di pianoforte di Sonia Tabita.

A questo punto i ragazzi entrano in scena con una coreografia hip-hop: Stefano, Sonia Tabita, Maurice, Chiara, Jamil, Mattia e Naike conquistano tutti con il loro entusiasmo!

Alla fine è il momento di Sonia Tabita, che interpreta un bellissimo monologo scritto da lei, che parla della loro passione e dell’amore per questa importantissima missione che si conclude con una frase molto intensa e diretta: “La tua unica salvezza è la tua libera e giusta scelta di poter amare”.

Pier Giorgio Caria ringrazia i ragazzi dedicando loro un pensiero: “La musica e l’arte tante volte sono state usate dal potere per indirizzare i giovani verso strade distruttive: dissoluzione, perversione, droga, apatia. L’arte, come la interpretano questi ragazzi, dà invece uno stimolo di impegno, consapevolezza ed evolutivo verso una società migliore. Grazie Our Voice!”

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FLAVIO CIUCANI

paraclito6Flavio Ciucani, ricercatore, appassionato e studioso di storia sacra e apparizioni mariane, saluta tutti analizzando lo scorrere del pomeriggio e il susseguirsi delle varie tematiche e realtà mosse dagli ideali che uniscono questo gruppo che lavora attorno all’esperienza spirituale di Giorgio Bongiovanni, ed esordisce con un quesito: “Effettivamente cos’è che lega tutto questo? Mi emoziona sempre vedere i ragazzi di Our Voice nei loro spettacoli, perché mi fa ritornare indietro di mezzo secolo, quando anche io modestamente recitavo: avevo una compagnia in cui agivamo con un concetto, quello di dare delle nozioni alla società che secondo noi stava andando in mano a potenze e poteri che ci avrebbero oppresso. Idealmente è successo, nel senso che purtroppo in qualche maniera i giovani di allora avevamo ragione, però poi non abbiamo concluso, perché non avevamo il mordente. Il mordente non è l’azione politica, il mordente non è l’ideologia politica, perché l’ideologia politica lascia il posto agli interessi degli uomini e quindi, ad un certo momento, mi sono trovato a fare delle scelte, che mi hanno portato ad essere qui, in una situazione abnorme, dove tutto sembra anormale. Eppure in questo concetto c’è invece un’esperienza fondamentale, che Pier Giorgio ribadisce molto spesso nelle sue conferenze: l’esperienza fondamentale è ritrovare il nesso per cambiare la società. I ragazzi di Our Voice lo fanno attraverso l’arte, Funima lo fa attraverso l’aiuto sociale, aiuto ai derelitti, ai poveri, ai ragazzi di strada, Pier Giorgio lo fa attraverso le sue conferenze, ma qual è il nesso fondamentale? Che la società poteva essere cambiata e noi, umanità, abbiamo fallito, perché abbiamo riconosciuto un Maestro che è la Verità, ma non lo ascoltiamo, cioè facciamo tutto l’opposto di quello che è la verità. Ad esempio “il fumo fa male”, c’è scritto “può uccidere”, però continuiamo a venderlo: uno stato che vende la morte, non è uno stato che va verso la verità. È solo un piccolo esempio, ma il centro fondamentale di tutto questo discorso è la riscoperta di un essere che porta la Verità.

Però adesso io sono vecchio e stanco e mi chiedo: ma veramente questo Gesù è la Verità? Tutto quello che portiamo avanti, Funima, extraterrestri, mondi abitati, eccetera, fa tutto parte di questa verità? Nessuno se lo chiede? Bisogna sapere se effettivamente questo Gesù che è venuto duemila anni fa e che ha predicato, che non ha fondato nessun movimento, che non ha lasciato niente di scritto, che aveva 12 persone attorno che erano, non dico ignoranti, però erano l’emblema di una cultura dell’epoca: chi faceva il pastore, chi faceva il pescatore, chi faceva il contadino, era una società pastorale, agricola, quindi aveva quel tipo di cultura e quel tipo di ragionamento.

La mia domanda è: perché siamo arrivati a dire che Gesù è la Verità? Lui ha predicato a delle persone ignoranti, queste persone hanno portato avanti quel discorso e ancora oggi ce lo ripetiamo, ma siamo ancora qui a combattere con persone senza lavoro, mari inquinati, non abbiamo più acqua, non abbiamo più terra, ci autodistruggiamo, bomba atomica, guerra, eccetera. Ma dove abbiamo sbagliato? Dove abbiamo sbagliato? Se effettivamente, come dice Pier Giorgio nelle sue conferenze, Gesù è uno scienziato cosmico, che sa le regole che stanno alla base dell’Universo, noi dovremmo averle presenti. Chi ce l’ha insegnate? Gesù ce l’ha insegnate?”.

Lo Spirito Paraclito

“Ci sono tre capitoli che ho segnato del Vangelo di Giovanni (14, 15 e 16), quando andate a casa leggeteveli, poi capirete il perché.

Il primo parla appunto della verità e dice: “Io sono la Via, la Verità, la Vita”, poi successivamente, dice: ‘però non vi ho detto tutto, perché siete ignoranti, siete pastori, non posso dirvi tutto, verrà un giorno, verrà lo Spirito che vi farà ricordare quello che vi ho detto e vi farà capire altre cose’. Quindi Gesù la verità non l’ha detta tutta, quindi c’è bisogno che qualcuno la spieghi, ma le basi di questa verità c’erano? Ci sono? Questo Gesù ci ha dato l’input per capire quello che c’è sotto, al di là delle regole scientifiche?

Se andiamo avanti, sempre su questo capitolo di Giovanni, Gesù ci dice in pratica che Lui non è venuto a cambiare le regole: le regole saranno le stesse finché non si farà un nuovo Regno, allora in quel caso cambierà le regole. Ad un certo momento, però, c’è una cosa che mi ha colpito, che quando Gesù parla di questo Spirito che verrà dice ‘questo Spirito verrà e vi spiegherà tante cose che voi non avete capito’. Nella mia vita ho incontrato un sacco di persone che dicevano di essere lo Spirito Paraclito. Addirittura Maometto stesso diceva di essere lo Spirito Paraclito. Noi abbiamo avuto dei maestri nella storia che ci hanno insegnato delle cose, ma questo Spirito Paraclito è contenibile in una persona? Io credo di no, cioè nel senso che nella storia sono venute delle persone che ci hanno spiegato delle cose e noi queste cose non le abbiamo capite bene, perché ci hanno detto che la Verità è scritta nei Vangeli, nelle Sacre Scritture e basta, quando l’ultimo Apostolo ha scritto l’ultima Sacra Scrittura (Giovanni che ha scritto l’Apocalisse), ci è stato insegnato che al di là di Giovanni non c’è più verità. La verità arriva fino agli apostoli, dopo gli apostoli non dobbiamo cercare nient’altro. Ma come non dobbiamo cercare nient’altro? Se Lui ci ha detto che sarebbe venuto e ci avrebbe ricordato tutte le altre cose che aveva detto e che non avevamo compreso? Quindi ci sono altre persone che sono venute, altri fatti che sono avvenuti, per cui ci deve ancora spiegare queste cose!”.

Il verbo “mangiare” nel Vangelo e la Parabola dei Talenti

“Ho avuto un incontro casuale (anche se in realtà non esiste il caso) con un giovane prete indiano il quale mi ha detto che praticamente nel Vangelo non c’è scritto il verbo “mangiare”. Gesù ha detto “Mangiate la mia carne e bevete il mio sangue” e questo prete ha detto: “No, non ha scritto mangiare. Vai a leggerlo e vedrai”. Dato che io sono una persona molto curiosa, ho preso il mio testo greco e il mio vecchio vocabolario, ho passato mezza giornata a capire perché mi avesse detto che non c’è scritto “mangiare” ed effettivamente ho trovato due cose strane a questo proposito.

La prima cosa strana è questa: vi ricordate la parabola dei talenti? Il padrone che va via e prima di partire lascia 10 talenti ad un suo servo, 5 talenti ad un altro servo ed 1 talento ad un altro servo. Quello che ne aveva avuti 10 li fa fruttare e ne produce 20, quello che ne aveva 5 ne produce 10 e invece quello che ne aveva uno solo, lo sotterra e quando torna il padrone glielo rende, fiero di non averlo speso, ma il padrone dice ‘no, mi dispiace, tu non hai fatto il tuo dovere, questo talento doveva raddoppiare’, così prende il talento e lo dà a chi ne aveva 10. Nella traduzione italiana dice “lo dà a chi ne aveva tanti, in modo che chi più ne ha, più ne avrà”. Questa frase è stata interpretata da una parte di cristianità in un certo modo, come le comunità svizzere cristiane, non cattoliche, che alla domenica si incontrano, vanno alle loro messe e sono tutti ricchi e sono contenti di essere ricchi, perché Gesù ha detto ‘chi più ha, più avrà’, per cui il talento diventa un fatto di ricchezza, perché la ricchezza è un dono di Dio e quindi chi è ricco non soffrirà più di tanto, perché vuol dire che Dio gli vuole bene e sta vicino a lui.

Mi sono andato a vedere il testo greco e non dice così, è una cosa diversa. Dice “Togliete dunque il talento e datelo a chi ne ha 10, perché a chiunque ha sarà dato in più”, ma questo “in più” è tradotto male, perché c’è un verbo greco perisseuo, dove peri già significa qualcosa che è intorno, oppure assai, ma seuo non significa avere in più, significa ‘io ti do potere in più, perché tu lo sai amministrare’, quindi diventa: ‘ti faccio amministrare di più’ non ‘ti do di più’, non parla di ricchezza, parla di una missione maggiore, una responsabilità maggiore: ‘io spingo ad amministrare di più, do più potere a una persona’, non ‘do più ricchezza’. Vedete com’è stato cambiato questo verbo!

Nelle nostre case dobbiamo leggere, studiare, studiare a livello spirituale e non a livello materiale. Io una volta pensavo che fosse importante studiare a livello materiale, poi ad un certo momento mi sono perso nella mia vita e ho buttato più di cento volumi, perché non riuscivo a concludere, a darmi una sostanza. ‘Che caspita sto leggendo? Che sto imparando?’

Ritornando a quel famoso “mangiare” che mi ha detto quel sacerdote, ho scoperto che nel giro di quattro righe ci sono tre verbi diversi, non uno, bensì tre.

In greco fagos (ϕάγος), che ritroviamo ad esempio in faringite (da fagocitare), deriva dal verbo mangiare. Gesù dice ‘i vostri Padri nel deserto hanno avuto la manna, l’hanno mangiata e sono morti, invece io vi do il mio corpo e se lo mangerete vivrete in eterno’. Questo è il concetto. ‘Questo invece è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia’. Più sotto dice ‘chi mangia la mia carne e beve il mio sangue, ha la vita eterna e lo risusciterò nell’ultimo giorno’.

Tutti e tre i verbi sono stati tradotti con mangiare, ma non sono tutti e tre uguali.

Il primo verbo dice efagon (ἔφᾰγον), fagos, che abbiamo detto deriva dal greco, infatti efagon non significa mangiare, ma significa divorare. Infatti gli ebrei nel deserto avevano fame, non avevano niente da mangiare, allora Dio gli ha fatto venire questo pane dal cielo, la famosa manna e dice: loro hanno fagocitato, hanno tracannato questo pane e sono morti.

Il secondo verbo dice invece ‘io vi do questo pane, se mangiate questo pane vivrete in eterno’ e dice faghè (ϕάγη) cioè mangiare. Siccome però quelli che gli stavano attorno dicevano ‘ma come fa una persona a darci la sua carne e noi la mangiamo?’, Lui usa un altro verbo ancora e dice ‘chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò’. Che cos’è questo? Lui usa un verbo che in greco si dice trógo (τρώγω), è un verbo che si usa per gli animali quando rosicchiano, rosicchiare; un uomo che mangia e dice “trogon” significa masticare. Avete fatto caso quando voi state a pranzo, o state parlando, avete finito il pranzo e prendete una mollichina, la mettete in bocca e masticate, quella mollichina piano piano si amalgama alla vostra saliva, non la sentite più, è un gusto, praticamente si è trasformata in voi stessi, ecco che significa masticare.

Allora io ho capito, ho capito perché Pier Giorgio dice che Gesù è un maestro, perché Lui non dice ‘Io sono la Verità’, ma dice “Io sono la Via, la Verità e la Vita”, perché la Via significa che ‘io vi do l’indirizzo e con questo indirizzo voi venite a me e mi masticate, piano piano, mi masticate’, masticare significa mangiare senza mangiare, cioè tenere in bocca, masticare finché non diventa qualcosa di tuo, qualcosa di nostro, qualcosa che fa parte della nostra corporeità, significa che dobbiamo essere talmente Lui da trasformarci in Lui. Questo significa ‘chi mangia la mia carne’…e quel prete aveva ragione.

Allora dov’è che abbiamo sbagliato? Ritorno all’inizio e poi concludo.

La nostra base deve essere assolutamente il Vangelo di Cristo: se noi non leggiamo il Vangelo, se non lo mettiamo in pratica, non abbiamo capito, non siamo dei Cristiani. Non è possibile essere bravo in matematica, fare, come dice Pier Giorgio, un altarino e poi mettere sopra la fotografia del professore di matematica, ogni sera fare le preghierine, metterci fiorellini, metterci la candelina, poi fai l’esame e non sai la matematica! Il professore dice ‘lo so che tu mi vuoi bene, però non hai studiato’.

Masticare significa entrare in contatto con Colui che è Maestro e fare nostro il Suo messaggio. Dobbiamo masticarlo nel senso che dobbiamo ricercare la verità, dobbiamo cercarla, dobbiamo farla nostra. Non è detto che tutto ciò che ci circonda sia verità, la Verità sta in Cristo, però bisogna seguirlo, bisogna seguire questa strada e pian piano noi riusciamo ad avere quello che lo Spirito ci suggerisce, attraverso tante fonti, che può essere Bongiovanni, potrebbe essere Pier Giorgio, può essere Funima, può essere chiunque vi dia l’indirizzo, lo spunto per capire, può essere Don Ciotti, può essere il prete, come l’altro giorno è successo a me con questo giovane, cioè sempre qualcuno che ti stimola, voi lo fate vostro e lo mettete in pratica”.

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PIER GIORGIO CARIA

La creazione è governata da leggi

paraclito7Pier Giorgio prende la parola e spiega che in questo tempo ci sono dei personaggi che indirizzano l’umanità su temi come quello della conferenza di oggi. Difatti è da millenni che Dio parla all’Umanità e questa evolvendo in cultura, scienza e tecnologia e quindi manifestando e applicando tutto quello che ha imparato, ha cominciato a capire che l’aspetto manifesto della creazione è governato da leggi: la legge di gravità, le leggi della fisica, la legge biologica e così via.

“In questo tempo c’è una manifestazione che si sta avvicinando a noi, non in termini di distanza, ma in termini di comprensione e di interazione. È una manifestazione che si sta rivelando all’Umanità, avvicinandosi sempre di più alle nostre coscienze e alla nostra consapevolezza. Questo avvicinamento genericamente non viene compreso dal mondo dell’ufologia, dai militari, dal popolo e dalla società civile che pensa addirittura che tutto ciò che riguarda il tema extraterrestre sia una fesseria”.

La nascita dell’ufologia moderna: il contattismo

“Ci sono dei poteri che non vogliono che la società civile prenda coscienza di questa realtà che si avvicina alle nostre coscienze, alla nostra consapevolezza sin dalla nascita dell’ufologia moderna, la cui data di nascita è stata fissata al 24 giugno 1947, con l’avvistamento sopra il Monte Rainier, nello stato di Washington. Contemporaneamente alla nascita dell’ufologia moderna, inizia il cosiddetto fenomeno del “contattismo”, dove uomini comuni, non di potere, a volte anche di alto livello sociale come l’ingegnere Daniel Fray (uno dei massimi esperti di sistemi di guida per i missili dell’epoca), sono stati scelti da queste civiltà come dei megafoni e dei portavoce, degli ambasciatori che parlassero e portassero all’Umanità il loro messaggio. Un messaggio che l’Umanità doveva “masticare”, perché è talmente lontano dal nostro concetto del vivere comune, anche scientifico, ma soprattutto nell’àmbito di ciò che sono i credo religiosi”.

“Masticare” il messaggio di Cristo

“Anche il Cristo non poteva rivelare il messaggio interamente perché, come dice Lui, non sarebbe stato capito, ma “masticandolo” nell’arco di un tempo di 2000 anni, ecco che questi Esseri parlano, non più ad una Umanità bambina, ma ad una Umanità che ha raggiunto la maggiore età e che quindi può interagire con Dio ad un livello superiore. Dio è nostro padre e nessun padre parla a un bimbo di un anno come se fosse un universitario di 25 anni. Il rapporto emotivo e non razionale che si ha con il bimbo cessa nel momento in cui il figlio è adulto e quindi il figlio, da figlio, diventa un amico del genitore, un fratello, ci si parla da pari a pari o spesso il figlio, acquisendo sin dalla gioventù le nuove cognizioni del mondo della cultura e della scienza, magari matura delle cose meglio dei genitori, e quindi si possono invertire i ruoli e il figlio diventa educatore del genitore. “Essere genitori” non è tirare fuori un corpo, essere genitori è educare il figlio e fare del figlio un essere maturo, equilibrato e in grado di avere in mano tutti gli strumenti che gli permettano di gestire le cose della sua vita per essere felice. Quindi il genitore è l’educatore. Il figlio diventa educatore del genitore e quindi non più figlio, ma fratello o addirittura istruttore.

Oggi possiamo acquisire un diverso livello di istruzione, di spiegazione di cose misteriose che nell’antichità Cristo ha spiegato, ma che non potevano essere capite e Lui lo sapeva; essendo Cristo il massimo scienziato, in Lui vi era tutta la scienza della fisica, tutta la scienza medica, tutta la scienza della biologia ma non poteva spiegarla a quel mondo”.

L’istituzione religiosa

“Purtroppo, coloro a cui era stato dato il compito di spiegare al mondo queste verità, creano un’istituzione di potere che di fatto si frappone tra la Conoscenza e l’Umanità. Quindi l’istituzione religiosa cessa di porre in essere il suo mandato, di essere l’istruttore che doveva seguire e istruire l’Umanità nella sua crescita, e ne diventa il carceriere della sua mente, della sua anima, del suo spirito e del suo corpo. L’Istituzione religiosa, salvo casi eccezionali, non compie più la sua missione di insegnare la scienza sacra. Oggi i sacerdoti (Sacra Docens) sono burocrati, lavorano solo per convenienza, come anche ad esempio il medico e l’insegnante ragionano solo in termini di mercato. Questo crea un problema grave per il genere umano, perché l’Umanità non conosce il progetto di Dio, non conosce la scrittura. Non capisce, perché non ha le chiavi di lettura, perché c’è un divario abissale tra ciò che è stato l’insegnamento di Cristo, rivolto a contadini, vignaioli e pescatori, e ciò che è la realtà del mondo moderno, dove si va al supermercato e non si conosce la vita del contadino”.

Le leggi del mercato e la crisi dell’Umanità

“Oggi l’Umanità è all’interno di una delle sue crisi più spaventose a tutti i livelli, l’intero habitat è sull’orlo di un collasso totale e, se questo collassa, non ci possiamo mangiare le monete da due euro, né tanto meno mettere tra due fogli da dieci euro, un foglio da cinque e mangiarci un bel panino di denaro.

Tutti i valori ovvi della vita sono stati totalmente stravolti, ciò che domina la nostra mente ed il mondo è il mercato, ma il mercato non produce nulla. Il mercato offre delle merci e deve attingere da coloro che producono per offrire qualcosa al prossimo. Quindi il mercato è solo un passamano: riceve da chi produce e offre a chi consuma, cioè è un parassita, è un vampiro che succhia da chi produce e succhia da chi compra. Siamo dominati e governati da vampiri.

La prova nella società italiana è che dalla morte di Aldo Moro in poi, tutti i governi sono stati dei vampiri che hanno succhiato il bene prodotto e lavorato dagli italiani. Hanno venduto la nostra pelle al mercato. La destra e la sinistra sono scomparse e sono solo dei paraventi comodi per ingannarci, dietro ai quali ci sono dei killer, delle bande di delinquenti che rubano la vita del pianeta Terra e dell’Umanità che vi abita e noi li votiamo e siamo così folli che vorremmo che la causa della nostra rovina, ne fosse la soluzione.

Oggi anche il popolo ha le stesse manie dei ricchi, ragiona come i ricchi e ha le stesse malattie e le stesse ambizioni, ma il popolo non sarà mai ricco, è solo un’illusione, loro sono i nostri nemici e sono ricchi, perché rubano dalle nostre tasche. Chi lavora è il popolo, siamo noi. Quindi se nel popolo non vi è un rinnovamento dei paradigmi, dei valori di riferimento della vita, importanti, il popolo morirà e insieme a lui anche i potenti, che sono il cancro del tessuto sociale umano e planetario. Un potente non è tale perché ha tanto oro e ha tanti soldi, difatti se lo metti da solo su un’isola deserta, non è un ricco, ma è un naufrago. Quindi questi concetti li dobbiamo comprendere, fare nostri e porli in azione, perché altrimenti moriremo. Questo è un dato di fatto scientifico, non è più un catastrofismo religioso. Il cittadino medio se percepisce questo si chiude e non ci pensa, perché gli fa paura, come se a lui non potesse capitare questa sorte”.

Pier Giorgio ci ricorda che nell’articolo 1 della Costituzione Italiana, si parla del popolo sovrano, “però ci hanno reso sovrani dei debiti e non dei crediti, difatti hanno preso i nostri risparmi quando le banche italiane hanno fallito e non ci chiamano mai a riscuotere quando incassano. Siamo schiavi di sistemi umani costruiti dall’uomo che non comprendiamo, a partire dal sistema del denaro il quale è un fatto umano, non come l’acqua e il cibo che sono fatti della natura. La nostra mente è stata talmente stravolta che oggi non ci rendiamo conto di essere diventati schiavi di fesserie, di assurdità. Il denaro non è ricchezza, ma il metro che misura la ricchezza del popolo. Oggi noi siamo come un sarto impazzito che pensa di arricchirsi accumulando metri da sarto in cassaforte. Infatti creando denaro dal nulla attraverso trucchi economico-politici corrotti, delinquenti e ladri ci stanno rubando l’Italia, come ad esempio Matteo Renzi, che ha fatto una legge che permette di vendere il Demanio.

Oggi noi ci siamo smarriti, non ragioniamo più, siamo diventati dei folli che corrono verso il precipizio a suon di musica”.

La schiavitù monetaria e il messaggio di liberazione degli Esseri Cosmici

“Questi Esseri cosmici ci portano un messaggio di consapevolezza e di responsabilità: se il mondo dello spirito, e voi siete spirito, è causa della vita, quindi io entro in un corpo e questo corpo vive, esco dal corpo e il corpo muore, noi siamo la causa della vita del corpo. Noi siamo spirito intelligenza! Noi non abbiamo uno spirito, noi siamo lo spirito che temporaneamente ha un corpo. Quindi se lo spirito è causa della materia biologica, la anima e la muove, è lo spirito che opera nel corpo. L’idea nasce nello spirito e il cervello la riverbera, l’emozione nasce nello spirito e il cuore la riverbera. Se noi accettiamo che questo corpo e il mondo naturale che ci circonda sia scientifico, può un credo essere la causa della scienza? Se il mondo dello spirito è l’origine della scienza e la manifesta nella materia, è ovvio che il mondo dello spirito è scientifico. Non può essere un credo religioso.

I credo religiosi sono un altro grande inganno, come lo è il fatto che il denaro sia ricchezza. Il denaro non è ricchezza, è una grande truffa perpetrata da chi lo produce, cioè i banchieri. I banchieri sono un corpo mistico demoniaco che sta vampirizzando l’intero genere umano. Non producono nulla attraverso l’artificio del denaro che oggi viene creato elettronicamente a tal punto che oggi il denaro fisico esistente è l’1% della massa monetaria che circola nel mondo e il 99% per cento sono solo numeri luminosi, e quando andiamo in banca per chiedere un mutuo, il denaro loro lo possono emettere solo con la nostra firma. Quindi il denaro lo creiamo noi e poi dobbiamo ridare alla banca tutto quello che è nostro, più gli interessi.

Siamo una società civile che ridicolizza le persone che dicono di avere visto un UFO, siamo una banda di pazzi dementi, ignoranti in mano a dei criminali che ci stanno uccidendo.

Il problema dei vaccini non è un problema scientifico, non è mai esistito, è un modo per ingannarci, si chiama ‘metodologia della distrazione’, quella che usano i prestigiatori che ti fanno concentrare sul movimento di una mano e con l’altra fanno il trucco: il problema gravissimo è sapere cosa c’è dentro il liquido inoculato nel corpo del bambino e, sembrerebbe, anche nelle donne gravide.

Noi conosciamo circa settemila anni di storia dell’Umanità terrestre e il popolo non si è mai emancipato, è sempre stato schiavo e quando ha cercato di ribellarsi lo ha fatto attraverso rivoluzioni violente, ma è stato solo un cambiare tutto per non cambiare nulla. Il problema è che tutta l’informazione che noi riceviamo dall’infanzia viene sempre dal mondo del potere che la manipola per darci dei parametri sbagliati, ma finalizzati al mantenimento del nostro status di schiavitù e al mantenimento del loro dominio. L’informazione (formazione dell’interno), la personalità, noi non siamo fatti così, il bambino non è fatto così. Il bambino è un quaderno bianco su cui la società, attraverso l’informazione, scrive la personalità e la nostra personalità è una personalità da handicappati, incapaci di governare la nostra vita. Noi viviamo una vita che non ci appartiene. Questa è la verità, perché siamo schiavi dei soldi. È una schiavitù mentale, che non vediamo e percepiamo, ma la difendiamo.

Dobbiamo liberarci da una prigione invisibile formata dalla ricchezza, difatti se avessimo cinquanta milioni di euro in contanti, sicuramente la maggior parte di noi cambierebbe vita. Ma se viviamo una vita che non è ciò che vogliamo, significa che stiamo buttando via la nostra preziosissima vita senza percepirlo. Accettiamo come dato di fatto che sia normale vivere una ‘non vita’, vivere una ‘non scelta’, vivere come stato quotidiano normale l’infelicità e la schiavitù. Ma se grazie ai soldi cambieremmo vita, allora siamo schiavi dei soldi.

Il messaggio che ci giunge dal Cielo alla Terra attraverso messaggeri, iniziati ecc.… è un messaggio di liberazione. Per questo il potere lo scredita, lo occulta, lo manipola. Non vuole che la fonte della loro ricchezza, che siamo noi, esca dall’ovile. Se noi usciamo dall’ovile, non avranno più il latte che ci mungono, non avranno più la carne e la lana che ci prendono”.

Il nostro potere è dentro il nostro Spirito

“Questo è il problema e gli extraterrestri, civiltà oltre la Terra, ci vengono a spiegare queste cose e ci vengono a ricordare un fatto straordinario, cioè che noi, essendo figli di Dio, il potere non lo possiamo perdere, perché il potere è dentro lo spirito. Lo spirito non lo metti in un carcere, lo spirito entra in un corpo e le leggi di natura legano lo spirito al corpo. Quindi è un fatto scientifico, non un fatto religioso. Sono le leggi di natura che determinano l’ingresso dello spirito nel bambino e l’uscita dello spirito dal corpo quando muore. Sono leggi scientifiche. Quindi se noi siamo la causa delle leggi, questo potere non ci può essere tolto, perché noi, essendo la causa del potere, siamo il potere. Il potere è nella nostra volontà, la volontà è la spinta che determina la nostra azione. Ma da dove nasce la volontà? La volontà nasce dagli stimoli e dai dati che io possiedo. Se io ho un problema, con un atto di volontà determino un’azione che possa risolvere quel problema. Ma se i dati di partenza sono sbagliati, la soluzione non arriverà. Devo avere i dati corretti. Il dato corretto è che a noi il potere non può essere tolto, se non da chi ce l’ha dato, cioè Dio. Dio ci può togliere il potere, solo Lui. Non ce lo può togliere la banca, il Papa, il politico. Ma i potenti che hanno potere nel mondo ci hanno ingannato facendoci credere, fin dall’infanzia, che noi siamo debitori, peccatori, polvere. Quindi io ero energia pensante, intelligente, sono entrato nel corpo, l’ho suscitato a vita, esco dal corpo, luce ero e luce rimango, se per luce intendiamo energia. Ma questo non lo dobbiamo sapere… Quindi, se noi avessimo i dati corretti, ci libereremmo in un paio di giorni. Noi siamo il popolo sovrano, ma oggi non più, siamo il popolo schiavo. Ma siccome il potere non ci può essere tolto, noi possiamo liberarci con un atto di volontà nel momento in cui abbiamo i dati corretti. Questo ci portano le civiltà cosmiche e questo ci ha dato Cristo. Le leggi dello spirito, non i credo religiosi. Le leggi dello spirito”.

Il compimento della legge: la Profezia e la Nuova Umanità

Matteo 5 versetti 17/18

“…non pensate che io sia venuto ad abolire la legge o i profeti, non sono venuto per abolire ma per dare compimento. In verità vi dico finché non siano passati il Cielo e la Terra, non passerà neppure una iota o un segno della legge che tutto sia compiuto”.

“In queste brevi frasi di nostro Signore, c’è un compendio di conoscenza profetico-scientifica straordinaria. Siccome oggi siamo nel tempo della rivelazione (‘Apocalisse’ in greco) oggi possiamo finalmente comprendere questo versetto. Quindi Gesù viene a mettere ordine nella Legge, viene a completarla. Perché ciò che era stato scritto nel Vecchio Testamento non era più comprensibile a causa di tutte quelle distorsioni provocate dalla corruzione anche di coloro che si professavano ministri di Dio. Quindi il Signore viene per rimettere ordine nelle leggi. Queste leggi esistono a prescindere dalla nostra religione, convinzioni personali e opinioni. Quindi Lui viene per completare la legge e viene per confermare le profezie.

E poi dice: “…In verità vi dico, finché non siano passati il Cielo e la Terra, non passerà neppure una iota o un segno della legge senza che tutto sia compiuto”

ma cos’è che si deve compiere? La profezia si deve compiere, e qual è la profezia? L’instaurazione del Regno.

E Lui dice: “…non siano passati il Cielo e la Terra…”

Ovviamente Cristo cita determinati passi varie volte e sappiamo che, nel Vangelo, si parla di un nuovo Cielo e di una nuova Terra, perché il vecchio Cielo e la vecchia Terra erano passati. Siccome riguarda il mondo della materia, non solo il mondo dello spirito, questo significa che ci sarà una trasformazione anche nella materia stessa della Terra. Quindi Cristo ci sta dicendo che queste leggi che oggi sono vigenti anche nel mondo naturale, quindi le leggi di natura, la legge di gravità, la legge dell’elettricità e così via, cambieranno, perché ci sarà una nuova realtà spirituale. Però siccome lo spirito è la causa della materia, ci sarà anche una ‘Nuova Materia’, quindi vi sarà anche una ‘Nuova Scienza’, vi sarà una ‘Nuova Umanità’, anche fisiologicamente l’Umanità sarà cambiata, quando Cristo instaurerà il Regno.

Quindi c’è un processo che si deve compiere, che è in atto. Questo processo che è in atto è la profezia”.

credo religiosi e le leggi scientifiche della natura

“Abbiamo la verità di fronte agli occhi e non la riconosciamo. Sappiamo che nel mondo ci sono tanti credo religiosi che spesso sono in lotta anche sanguinosa tra di loro, ognuno ha il suo Dio, il suo Paradiso, il suo inferno, le sue convinzioni e ci si ammazza tranquillamente. Ad esempio, è nota la terribile guerra che c’è tra gli islamici del Pakistan e gli induisti dell’India. Nemmeno Gandhi è riuscito a metterli d’accordo. Grazie a lui erano riusciti a cacciare via gli inglesi, ma appena Gandhi viene ucciso, pakistani e indiani hanno riiniziato ad uccidersi per i credo religiosi. credo religiosi non sono scienza, dividono l’uomo. Sono opinioni. Qualcuno mi dirà che non sono opinioni, ma discendono dalla scrittura. Ma solo una esigua minoranza ha letto la scrittura, compresi noi, quindi non la conosciamo, e certi passi del Vangelo non li conosciamo. Noi abbiamo una vaga conoscenza di certi passi del Vangelo, perché li abbiamo sentiti raccontare da un prete e un catechista. Il Vangelo non l’abbiamo letto, certi passi non vengono spiegati o, se sono spiegati, vengono spiegati in una maniera incomprensibile e alla fine ti giri verso il tuo vicino e dici ‘ma che ha detto?’

Invece oggi si può capire cosa vuol dire il Vangelo, infatti se il credo religioso avesse una qualche influenza sulla vita reale, perché tutti quanti allo stesso modo nasciamo, cresciamo, invecchiamo e moriamo e quindi siamo soggetti a leggi di natura? La verità è che esistono le leggi di natura del mondo materiale e del mondo spirituale che governano la materia e lo spirito. È giunto il tempo che comprendiamo che la nostra vita dipende da leggi scientifiche, perché noi abbiamo una sola vita, non abbiamo tante vite. Noi viviamo sempre una sola vita, che è la vita di quando siamo incarnati e la vita di quando siamo disincarnati. Ma anche se io ho dietro di me mille corpi, sono sempre io. Questi mille corpi sono mille vestiti diversi, usurati nel tempo della mia unica vita che a volte è nella materia e a volte è nell’aldilà. Ma è una vita! Quando noi ragioniamo sulla reincarnazione e diciamo che viviamo molte vite, è sbagliato! Non è corretto, noi viviamo una sola vita, sempre la nostra vita, sempre io sono, che mi vesta in mille forme e in mille modi diversi e questa vita, una volta creata, è eterna. Quindi le vite che noi abbiamo vissuto non sono tante vite, ma una vita in tante classi scolastiche.

Siamo sempre noi, dall’asilo all’università, cambiamo solo aula. Gli extraterrestri ci fanno capire che la causa della vita è scientifica, quanto la vita biologica stessa.

paraclito8Nel Vangelo è scritto a chiare lettere che i credo religiosi non servono a nulla. Quando Cristo parla agli eletti, a coloro che si salveranno, non li salva perché hanno fatto la comunione, perché si sono confessati, perché sono andati in Chiesa, perché hanno baciato l’anello del vescovo o perché hanno vissuto i sacramenti, non salva i fedeli che vivono il rito, Cristo salva coloro che hanno vissuto in forma solidaria:

Matteo 25, 35 “…ebbi sete e mi deste da bere, ebbi fame e mi deste da mangiare. Fui pellegrino e mi albergaste, ignudo e mi rivestiste, infermo e mi visitaste, carcerato e mi veniste a trovare”.

Non si parla di processioni, non si parla di comunioni nel senso rituale che conosciamo, non si parla di cresime, non si parla di niente, solo di azioni solidarie. Quindi il Cristianesimo non è un credo religioso, il Cristianesimo è una forma sociale solidaria dove tutto è distribuito equamente tra tutti gli abitanti. Il necessario a tutti e il superfluo a nessuno!

Inoltre, il Vangelo dice:

Matteo 25, 34 – “Prendete possesso del Regno preparato per voi sino dalla fondazione del Mondo…”

Significa che quando Dio ha creato il Mondo, con noi sopra, ha stabilito delle leggi e un progetto che avrebbe avuto un esito, un fine ed uno scopo che è il Regno. Quindi, sin da quando Dio ha manifestato la Creazione, aveva lo scopo della felicità delle sue creature nel Regno. Il Regno non sono i palazzi, la reggia, i vestiti e gli ori. Il Regno sono gli abitanti del Regno. Un Regno vuoto, non è un Regno. La Chiesa non è il Vaticano, il Tempio. La Chiesa siamo noi. Lo Stato non sono i ladri che ci sono a Roma, siamo noi! Non è il Vaticano, non è il Papa, non sono i cardinali, così come lo Stato non è il Presidente, i politici non sono lo Stato, sono funzionari dello Stato ma lo Stato siamo noi: un popolo, un territorio e un ordinamento”.

Pier Giorgio cita l’articolo 3 della Costituzione che dice:

‘La Repubblica ha il dovere di rimuovere tutti gli ostacoli che si frappongono alla piena realizzazione del cittadino’.

“Ma la Repubblica non fa questo! La Repubblica siamo noi, quindi siamo noi gli inadempienti nel mondo della religione e siamo noi gli inadempienti nel mondo della politica. La vera rivoluzione non viene dall’alto, la dobbiamo fare noi ed è facile, perché la vera rivoluzione la devi fare nella tua vita, non devi chiedere il permesso a nessuno”.

L’Integrazione Cosmica e il progetto del Nuovo Regno

“Quindi le civiltà extraterrestri sono qui per ricordarci questo dicendo che la differenza tra scienza e religione non esiste.

Questi Esseri affermano che la parte spirituale dell’uomo e della creazione è governata da leggi supreme scientificamente esatte e la negazione dell’esistenza di Dio come fatto scientifico presto o tardi scomparirà. La scienza darà un contributo inoppugnabile alla nostra consapevolezza finale che permetterà l’integrazione cosmica. Cos’è l’integrazione cosmica? La Redenzione, l’ingresso nel Regno di Dio. Cos’è il Regno di Dio? Il Regno di Dio è il numero delle società planetarie che hanno compreso il valore dell’etica nella vita reale e lo pongono in essere attraverso una perfetta ed equilibrata giustizia sociale. Il necessario a tutti e il superfluo a nessuno. Questo è il messaggio che ci portano gli extraterrestri. È un messaggio evangelico, il Vangelo quindi non è un libro religioso, è un testo di scienza sacra che spiega come funziona lo Spirito. Noi siamo soggetti a una legge, quella di Causa-Effetto. È una legge reale. Atei o credenti questa legge noi la subiamo secondo il carattere etico delle nostre azioni”.

Pier legge un messaggio del suo padre spirituale Eugenio Siragusa, del 19 agosto 1982:

“HO SCRITTO IL 19 AGOSTO 1982:
A) LA SCIENZA DELLO SPIRITO,
B) LA SCIENZA DELLA MATERIA.
I DUE ASPETTI ESIBIZIONISTICI E SPERIMENTATIVI DELL’INTELLIGENZA ONNICREANTE.
DUE VALORI COMPLEMENTARI IN PERFETTO EQUILIBRIO CHE STABILIZZANO LE EVOLUZIONI DELLE SPECIE NEL PROCESSO MANIFESTATIVO DEL CONTINUO DIVENIRE.
L’ECCESSO O IL DIFETTO DELL’UNO O DELL’ALTRO ASPETTO COMPORTA DISQUILIBRIO, DESTABILIZZAZIONE, INCOMPETENZA COLLABORATIVA E REAZIONE.
1982: DIFETTA LA SCIENZA DELLO SPIRITO E, PER CONOSEGUENZA, UNA CARICA DEGENERATIVA DELLA SCIENZA MATERIALE PRIVA COM’E’ DELL’AUMENTO PRIMARIO DELLA VIRTU’ CHE SCATURISCONO DAI VALORI COSTRUTTIVI DELLO SPIRITO PORTATORE DI FREQUENZE STABILIZZATRICI.
LA SCIENZA MATERIALE HA SUBITO UNA NOTEVOLE ED ESASPERATA DECADENZA NELLE STRUTTURE ESISTENZIALI, FACENDO FERMENTARE UN PERICOLOSO MORBO, “L’HARBAR”, FOLLIA O MEGLIO, DIFETTO PROGRESSIVO DEL PROCESSO INTELLETTIVO.

EUGENIO SIRAGUSA”

“Allora noi, popolo, per uscire dall’impasse che ci sta facendo letteralmente morire dobbiamo acquisire un nuovo concetto della vita, un nuovo concetto della scienza e un nuovo concetto della religione.

Quindi la domanda ‘perché ancora gli alieni non si manifestano?’ trova risposta nel fatto che c’è questo processo in atto, cioè che attraverso l’intervento palese ed occulto di Esseri potentissimi provenienti dal Cosmo, si sta selezionando quella parte di Umanità, compresi gli animali, che saranno i cittadini del Regno. Finché questo processo non sarà giunto a compimento gli extraterrestri non ci contatteranno pubblicamente a livello globale. Loro sono gli angeli di ieri, extraterrestri di oggi, ci sono loro dietro questo processo che porterà a compimento il numero dei cittadini necessari per fondare il Regno. Quindi Cristo non può tornare se prima non ha i cittadini che gli servono per il Regno. Il progetto in atto ha delle regole, termini, condizioni e leggi e degli strumenti che Dio usa per manifestare il suo volere, e questi strumenti sono gli angeli, cioè gli extraterrestri, la Madre Santissima, Cristo stesso e tutti gli esseri umani di buona volontà che vogliono farne parte. Gesù non ha detto che la Vigna è grande ma gli operai sono pochi? Perché pochi hanno il coraggio e l’ardore di uscire dal conformismo di una società malata e suicida e di entrare a far parte di coloro che amano la vita fino a dare la propria vita per la vita. “Chi cercherà di salvare la propria vita la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà”. Lo dice chiaro Cristo che questo processo è in atto, nella parabola della zizzania: “…lasciate che l’una e l’altra crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: ‘cogliete prima la zizzania e legatela in fustelli per bruciarla, il grano invece riponetelo nel mio granaio’”.

Il Signore spiega che gli angeli faranno parte di questo progetto:

“Il Figlio dell’Uomo manderà i suoi angeli i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti gli operatori di iniquità e li getteranno nella fornace ardente dove ci sarà pianto e stridor di denti”.

Questo è uno dei compiti degli angeli ma ne hanno anche un altro:

“Egli manderà i suoi angeli con gran suono di tromba ed essi raccoglieranno i suoi eletti dai quattro venti, da una estremità dei cieli all’altra.”

Nel Vangelo è spiegato tutto. Cristo conferma la profezia, vi entra nel dettaglio e spiega chi saranno i protagonisti della profezia che invitano noi umani a farne parte”.

La chiamata di Cristo a Giorgio Bongiovanni

“Cristo chiama, perché ha potere, e uno di questi che Cristo ha chiamato è il nostro fratello e amico Giorgio Bongiovanni, che il 2 settembre del 1989 viene chiamato a Fatima, in Portogallo, nello stesso luogo dove i pastorelli ricevettero i tre famosi messaggi. Giorgio, quindi, viene chiamato nel luogo dove viene data la più importante profezia sul nostro immediato futuro. Ma la Santa Vergine, nel messaggio di Fatima, non fa altro che spiegare in termini moderni ciò che già era scritto nelle profezie dell’Antico Testamento del Vangelo e del libro dell’Apocalisse di Giovanni.

La Madonna ripete e reitera, ripetere fa bene, ‘repetita iuvant’ dicevano i latini. Quindi la Madonna ripete perché nella ripetizione l’Umanità, man mano che sente la profezia ripetuta, la comprende, la fa sua e la pone in essere nelle azioni del proprio quotidiano. Quindi Giorgio a Fatima riceve una missione e riceve un segno che ha le sue radici nella cultura cristiana. Sono le stigmate. Giorgio doveva essere il testimone di questo tempo attraverso il grandioso segno della potenza di Cristo, che è stata la sua offerta d’amore all’Umanità attraverso il Suo sacrificio; le stigmate sono questo, ovviamente per ricordare al Mondo che la profezia si sta compiendo.

Questo processo è in atto. Infatti la Madonna dà a Giorgio, oltre alle stigmate, una missione che si divide in tre parti.

1. “Divulgare il Terzo Segreto di Fatima”, nella versione diplomatica, la quale non è stata mai smentita dal Vaticano, addirittura è stata diffusa da importanti prelati come Mons. Corrado Balducci e anche divulgata attraverso ‘L’Osservatore Romano’, che è l’Organo Ufficiale della Santa Sede.

2. “Rivelare che la visita extraterrestre è messianica e annunciare che siamo nel tempo del ritorno di Cristo”, poiché nel testo diplomatico che fu redatto nel 1963 dal prefetto del Santo Uffizio di allora (il Cardinale Ottaviani) è stata tolta la rivelazione Cosmica Extraterrestre, che rappresenta un messaggio messianico escatologico: gli extraterrestri sono quegli angeli che Cristo manderà per prendere gli operatori di iniquità e portarli dove Lui decide e per prendere gli eletti per il Nuovo Regno.

paraclito93. “Smascherare l’Anticristo e reiterare l’annuncio del ritorno di Cristo”.

Questo è il compito e la missione che la Madonna ha dato a Giorgio, perché siamo nel tempo del compimento della Profezia. La Madonna diede a Garabandal nel 1965 ai veggenti di questo piccolo paesino spagnolo, la ‘Profezia dei tre Papi’, indicando che la fine dei tempi sarebbe iniziata con la morte del terzo Papa dopo Papa Giovanni XXIII. Tre papi ci sono stati, sono stati Paolo VI, Giovanni Paolo I e Giovanni Paolo II. Quindi Papa Benedetto o Papa Ratzinger è stato il primo papa della ‘Fine dei Tempi’. Francesco è il secondo Papa della Fine dei Tempi e di tempi ne manca solo uno. Manca poco tempo al compimento di questa profezia e il segno che Giorgio porta nel suo corpo ne è una viva e sofferta testimonianza”.

Le Stimmate

Pier Giorgio mostra il video delle analisi delle stigmate di Giorgio Bongiovanni, condotte dal dottor Nicola Ceglie.

Domanda di Damiano: Grazie per questa bella conferenza, volevo chiedere se Giorgio Bongiovanni è l’unico stigmatizzato o se nel mondo ce ne sono altri. Grazie.

Pier Giorgio:

“Ce ne sono altri, ma la sua missione è pubblica, la missione che Cristo gli ha chiesto è quella di rendere pubblico questo segno, come avallo che il messaggio viene dal mondo divino, quindi il suo compito è proprio rivelare, quindi lui è un esponente della rivelazione, così come lo è stato Eugenio Siragusa”.

La nostra Partecipazione

Il tema che Pier Giorgio ha toccato assieme a Flavio rientra a pieno titolo con l’attività della Funima International e con l’attività dei ragazzi di Our Voice, perché sono tutti aspetti operativi che il cristianesimo richiede. “Il messaggio di Cristo è un messaggio per cambiare il Mondo, per rinnovarlo, ma questo messaggio purtroppo è stato manipolato dall’Istituzione e alla fine è diventato incomprensibile. Oggi, di fatto, la religione non ha nessun peso nella vita pratica dei cittadini se non nell’espressione esteriore ritualistica, ma Dio nelle nostre scelte non c’è più. È assente, è rimasta la tradizione, ma Dio non c’è più. Eppure Dio c’è ed esiste, le leggi che Lui ci ha dato esistono, sono sempre operative, quindi questo processo che sta giungendo al termine rischia di coglierci impreparati. Noi, se siamo veri cristiani, se veramente amiamo Cristo, dobbiamo essere degli operatori, trasformatori della società. Non possiamo essere solo consumatori della Nuova Rivelazione, dobbiamo partecipare. Anzi, il fatto di aver capito la verità, ci dà molta più responsabilità di fronte al giudizio che Cristo farà davanti all’Umanità. Quindi noi cristiani, ognuno con la propria capacità, siamo tutti chiamati a intervenire nella società per opporci al male dilagante e per trasformarla in modo positivo, non chiedendolo al politico di turno ma facendolo noi.

Non possiamo delegare la trasformazione della nostra vita a qualcuno, lo dobbiamo fare noi. Non si può delegare di nutrirsi con la bocca e lo stomaco di un altro, dobbiamo mangiare noi, altrimenti moriamo di fame. Quindi siamo noi che dobbiamo “masticare” la Vita, affinché masticandola sia la nostra vita, l’espressione del nostro valore, del nostro ideale, sennò sarà l’espressione di qualcun altro.

Seppur condividendola, sarà comunque la vita di Giovanni, sarà la vita di Our Voice, sarà la vita di Caria, di Bongiovanni, ma non sarà la vostra vita. Quindi tutti quanti siamo chiamati ad entrare nella vita e a masticarla, digerirla e farla nostra, affinché ci dia forza. Non è un processo facile, assolutamente, e per farlo ci sono a disposizione libri, che rappresentano un compendio straordinario di messaggi dal Cielo alla Terra, sia dal Mondo Cosmico e sia dal Mondo Divino, per darci chiarezza e idee e nuova visione della vita. Questo affinché la nostra vita possa essere manifestata in maniera differente dai valori assurdi, mortali e velenosi che questa società oggi ci dà”.

*****

Prende la parola Sonia Tabita per leggere con amore il messaggio dedicato alla missione di Giorgio:

HO VISTO!

LA SANTISSIMA MADRE MARIA, MADRE DI GESÙ, MI HA CHIAMATO A FATIMA.
HO RISPOSTO SI AL SUO APPELLO E ALL’ INVITO DI ESSERE SUO DEVOTO E SERVO DI SUO FIGLIO IL MESSIA
GESÙ CRISTO.
HO VISTO, SI, HO VISTO IL SUO VOLTO E LE SUE LABBRA INTRISE DEL SANGUE DEI PIEDI DEL SANTO CROCIFISSO REDENTORE.
HO VISTO E UDITO IL FIGLIO DI DIO DALLA CROCE: “DONNA, ECCO TUO FIGLIO, FIGLIO ECCO TUA MADRE”.
(Giovanni cap. 19, 25)
MADRE SANTISSIMA MARIA, TI AMO, SEMPRE TI HO AMATO, SEMPRE TI AMERÒ.
IN FEDE, UN TUO FIGLIO.
G. B.

Sant’Elpidio a Mare (Italia)
1 Settembre 2018

http://www.giorgiobongiovanni.it/messaggi-celesti/2018/7719-2-settembre-1989-2-settembre-2018.html

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GIORGIO BONGIOVANNI

Io ho visto!

Giorgio si collega via skype e saluta tutti dicendo di aver seguito tutto l’incontro dall’inizio e di essere molto emozionato. Si scusa per la sua assenza: “Ringrazio i miei figli, perché mi hanno sostituito bene! Oggi devo recuperare, ieri non ho avuto una giornata buona, sono stato fisicamente non bene, ma ci tenevo ad intervenire a questa conferenza.

Il concetto che vi ha spiegato Flavio, poi confermato da Pier Giorgio, è veramente un’autentica rivelazione.

Il Consolatore promesso, il Paraclito, è in mezzo a noi e ne siamo tutti parte: un pezzettino ciascuno, componiamo il Suo spirito e il Suo corpo, tutti quelli che danno testimonianza della seconda venuta di Cristo, dalla Madre Santissima fino all’ultimo di noi, che sono sicuramente io, che testimonia questa verità.

Ho visto i ragazzi di Our Voice e ringrazio la mia figliola Sonia Tabita: il messaggio che ha letto non poteva non essere letto da lei, è il mio ringraziamento per oggi e domani e per il 5 settembre, che sono i giorni che ricordano questa mia esperienza. Quindi sono a vostra disposizione.

Il messaggio che posso darvi è che io ho visto! Non posso rinnegare, come ha fatto Pietro, quello che ho visto. Non lo farò mai e fino all’ultimo giorno racconterò quello che ho visto e cosa mi ha detto la Madonna a Fatima. Pier e Flavio hanno già spiegato benissimo cosa mi ha detto.

Il prossimo anno saranno 30 anni che vivo questa odissea, una bellissima odissea, e il regalo più grande, il dono, la ricompensa che Dio mi ha dato, l’ho già ricevuta. Non ho bisogno di altro, devo solo dare la vita a questo Dio. La ricompensa che mi ha dato, l’ho vista materializzata oggi di fronte ai miei occhi: sono i miei figli, che sono testimoni della verità e che mi vogliono bene. Non solo non mi hanno preso per pazzo, ma credono che al loro padre sia accaduto questo. Sono con me, mi appoggiano, per loro scelta personale hanno deciso di imbracciare questa causa come la causa della loro vita. Questo un po’ mi spaventa! Cioè, mi preoccupa come genitore. Giovanni ha 33 anni, è un uomo e quindi rispetto se lui vuole farlo. Sonietta ha solo 17 anni. Come si fa a scegliere un destino di vita a 17 anni? Veramente mi spacca il cuore. Però la cosa più bella che ho insegnato ai miei figli, che ho visto molto poco e che sono stati cresciuti dalle loro mamme, è la libertà: siamo liberi! La libertà di rispettare gli altri e di abbracciarne il cammino come proprio, purché lavori a favore della vita, chiunque esso sia, credente, ateo, laico, mistico, guru, scienziato, politico, magistrato, persona comune, qualsiasi sia il suo sesso, le sue scelte sessuali, qualsiasi sia il colore della sua pelle e la sua professione. Questa credo sia la cosa più importante che ho insegnato ai miei figli e loro l’hanno accettata al 100%. Infatti i loro amici sono l’elenco di persone che ho fatto poc’anzi: gente di colore, laica, intellettuale, gente comune, mistici, credenti, professionisti, uomini di stato, religiosi ecc., ecc.…

paraclitoQuesto è il messaggio che ho ricevuto. Il messaggio di questi esseri è universale. Credo che la cosa più importante che mi hanno detto Gesù e la Madonna, che non trovate nei Vangeli se non camuffata da parabole, sia proprio la rivelazione e l’esistenza degli extraterrestri, esseri che vivono in altri mondi e che sono i nostri fratelli superiori, più vicini di noi a Dio. Di questo ne sono orgoglioso, rivelazione che non viene da me, solo a me; prima di me è stato il nostro maestro e guida spirituale Eugenio Siragusa ad avere il coraggio, solo come un cane, di dare notizia negli anni ‘50 dell’esistenza degli extraterrestri, dicendo che erano angeli. Quindi Siragusa ha commesso un doppio crimine contro il potere: uno dicendo che esistevano gli extraterrestri, gli ufo e due che questi erano anche angeli!

Quando io ho avuto questa esperienza mistica, Gesù mi ha confermato tale rivelazione e quindi oggi sono qua a godermi questo regalo di Cristo, i miei figli. Non mi importa la sofferenza tra malattie, chiamiamole divine e malattie umane che ho”.

L’ultima parte della missione

“Ho 55 anni, non so quanto tempo mi rimane ancora da vivere, ma so che tutto quello che vivrò lo dedicherò alla Santa Madre divina, a Suo Figlio e ai giovani. L’ultima parte della mia missione, secondo le direttive di esseri divini che noi chiamiamo Adoniesis, Ashtar Sheran ecc.…, quindi di Cristo, è che mi devo occupare di questo gruppo che si chiama Our Voice, facendo appello a tutti i fratelli spirituali di tutte le Arche, di aiutarmi a portare questi giovani nei teatri di tutto il mondo, affinché possano dare il messaggio, coronato poi da un messaggio spirituale che noi (Pier Giorgio, Flavio, io, Urzi e tanti altri) vogliamo testimoniare. Senza questi giovani l’opera sarebbe finita, non ci sarebbe più. L’ultima parte della nostra opera è rappresentata da Sonietta, con questi ragazzi che trascinano anche noi, ancora nelle piazze, nei teatri, nelle televisioni. Our Voice nasce dal progetto al quale sto dedicando tutta la mia vita, insieme ai miei colleghi giornalisti, che porta il nome di Antimafia Duemila: è figlio legittimo e riconosciuto di Antimafia, che è una delle branche della missione che la Madonna mi ha dato appunto a Fatima, cioè quella di mettere in evidenza questo male nel mondo, in attesa della seconda venuta di Cristo”.

Le Arche che non conosceranno le acque

“L’uomo domina il Mondo attraverso il sentimento della sopraffazione. L’uomo ha fatto questa scelta e finché regge la pazienza di Dio, l’uomo fa il bello e cattivo tempo del mondo. La pazienza di Dio reggerà fin quando l’uomo metterà a rischio la Vita di tutto il pianeta. Se scoppia una guerra nucleare tra la Russia, gli Stati Uniti e la Cina, noi moriremo nell’arco di 36, massimo 72 ore. Moriranno 7 miliardi di persone, quindi mai come oggi l’uomo ha un potere così grande. Ecco, io vi posso assicurare che se l’uomo dovesse porre in essere questa ulteriore scelta, Dio lo distruggerà. Dio annienterà l’umanità e salverà solo chi lo merita. Ci sarà una nuova Arca di Noè. Un nuovo Noè, alcuni Noè già ci sono (uno è il sottoscritto che vi sta parlando) e stanno preparando le arche che non conosceranno le acque nell’eventualità che l’uomo, follemente, voglia portare il Pianeta alla distruzione. Quindi l’uomo ha scelto: la scelta dell’uomo non è un errore di Dio! Io amo questo Dio, perché mi ha dato la libertà di scegliere, non sopporto i Re, i dittatori, mi piacciono gli Dei che ti danno le leggi, ma che ti offrono anche la possibilità di sbagliare, ovviamente con le dovute conseguenze che l’errore comporta”.

Eternità e conoscenza: le uniche ricchezze

“Chi conquista, chi fa le guerre, chi vende la droga, chi vuole le armi, chi vuole arricchirsi con i soldi, pensa che la vita sia breve, che duri poco, e che se la deve godere tutta con le buone o con le cattive. Se invece prendessimo coscienza che la vita è eterna, a che cosa servirebbe arricchirsi se le più grandi ricchezze sono l’eternità e la conoscenza?”.

La fine della missione

Domanda: A Carpi Pier Giorgio ha detto che Giorgio è alla fine della sua missione. Io volevo capire che cosa significasse questo. Ho capito che c’era un’altra missione, ma avevo compreso che era la fine della sua missione complessivamente.

Giorgio:

“Proprio quello che ha detto Pier Giorgio: sono alla fine della mia missione. Ho saputo dall’essere divino che mi dà messaggi, che a partire dal 5 settembre, dopodomani, giorno del mio compleanno, avrò ulteriori e sicuri 1260 giorni di tempo. Questi 3 anni e mezzo scadranno nel 2021 e a quel punto saprò se avrò un’ulteriore proroga. Se non l’avrò allora, in quel tempo, intorno appunto al 2021, non mi vedrete più. Se mi invece potrete ancora vedermi, ve lo dirò prima, perché i miei interlocutori celesti mi avvisano, mi spiegano. Mi nascondono solo alcune date, perché sanno che io potrei fare un grave errore per troppo amore, che è quello della zelanteria. Se loro dovessero darmi date di terremoti, catastrofi, guerre anche atomiche, io le direi a tutti voi, perché vi amo tutti e non sopporterei l’idea di avere un posto al sicuro mentre un mio fratello va a dormire alla stazione. Quindi lo devo aiutare, gli do i soldi per andare a dormire in albergo, se li ho, e condivido con lui. Quindi, siccome non vogliono che io dica la data di cose che possono accadere, non me la dicono. Per quanto riguarda me stesso, il Padre Celeste, che ha la nostra vita nelle mani, quella di tutti noi, mi ha detto che per altri 3 anni e mezzo mi permette di vivere in questo mondo, perché devo essere a disposizione della volontà divina. Quindi rifatemi la domanda nel 2021 e vi farò sapere. Questo è quello che so”.

Il Padre non ci perdonerà se distruggiamo la Sua Creazione

Domanda di Giuseppe: Possiamo considerare gli extraterrestri esseri che hanno vissuto lo stesso nostro iter, ma che in questo momento sono molto più evoluti di noi?

Giorgio:

“Assolutamente sì! Certo, loro si sentono nostri fratelli. Lì avete visto due dei miei figli, Giovanni e Sonietta: Giovanni ha 33 anni e Sonietta 17. Giovanni sente Sonietta sua sorella, sa più cose, è più uomo, le può dire delle cose che lei non sa e lei con amore le accetta. I nostri fratelli sono superiori e noi siamo inferiori. Ma invece, contrariamente a come fa Sonietta con suo fratello, noi ci ribelliamo e non vogliamo crescere, perché prevale l’odio nella razza umana. Io mi sento tanto triste e mi fa tanta pena, perché vedo che, ancora, prevale l’odio in questa generazione. E mi dispiace moltissimo ripetere queste parole, lo faccio con tristezza e pena nel cuore, ma io ubbidisco al mio Signore. Lui distruggerà il mondo, Lui distruggerà il mondo, Lui distruggerà il mondo, se noi continuiamo nella strada di mettere a rischio la Sua Creazione. Il Padre tollera tutto, ci perdona tutti i peccati, ma non quello di distruggere la Sua Creazione. Quindi si pente di averci creato, ci distrugge e ci ricrea di nuovo. O salva chi se lo merita. Continuo a ripetere questa cosa, perché so che è così e mi dispiace vedere sempre odio, odio e odio negli uomini”.

La Sacra Sindone, gli incontri con l’Anticristo e il Segno del ritorno di Cristo

Domanda: Buona sera Giorgio, è una grande gioia e un onore incontrarti finalmente. Volevo porti due domande, la prima riguarda la Sacra Sindone. In una tua precedente conferenza a Torino, avevi spiegato che quella è l’immagine che più si avvicina al volto di Gesù. Sono state fatte delle ricerche alle quali ha partecipato anche Pier Giorgio, hai riferito. Ora io volevo chiedere chiarimenti su una notizia che c’è stata poco tempo fa, secondo la quale la Sindone non sarebbe autentica; è uscita di nuovo questa notizia e quindi devono fare di nuovo delle indagini. Mi domando se questo è un altro maneggio di satana, la disinformazione, la manipolazione, proprio per creare dubbio e allontanarci dalla verità?

La seconda domanda: l’altra volta Pier Giorgio, nell’ultimo seminario, ha detto che tu hai incontrato l’Anticristo per la seconda volta in un aeroporto. L’Anticristo ti ha dato un messaggio, ce lo puoi rivelare oppure no?

Giorgio:

“Sì, certo! Allora, rispondo alla prima domanda: la Sindone è vera, è stato provato scientificamente, Pier Giorgio vi consiglierà alcuni libri da leggere che sostengono questa mia versione. Tentano di screditare la verità e i segni che Dio manda in questo mondo, attraverso la scienza materialista, ma non è una vera scienza, è una manipolazione della scienza. Questo lo fanno, perché temono che molta gente possa risvegliarsi (lo ha spiegato perfettamente Pier Giorgio) e di conseguenza distaccarsi dal sistema finanziario, materiale nel quale siamo caduti, inesorabilmente, tutti. Quindi quando la gente inizia a pensare o a credere a segni divini e, come vi ho detto prima, se noi iniziassimo a prendere coscienza del fatto che siamo eterni, chi avrebbe più ragione di arricchirsi, di fare le guerre? Le banche scomparirebbero, perché non ce ne fregherebbe niente di niente! Siamo tutti eterni! E quindi quando c’è qualche cosa che può sviluppare nel cuore dell’uomo la sensibilità, la spiritualità e l’amore, come un’immagine bellissima, come quella della Sindone o dell’apparizione della Madonna o i segni delle stigmate ecc., ecc…., ecco che deve scattare quella manipolazione per cercare di screditare tali fenomeni e incutere il dubbio nelle persone.

Però io signora le assicuro che quando Gesù ritornerà proveranno a screditarlo, dicendo che lui è un attore di Hollywood, che questi segni che fa vedere sono falsi e che queste nuvole celesti di luce che scendono dal cielo sono una grande macchinazione cinematografica per ingannarci e fare soldi. Quindi la gente avrà dei dubbi. Ma c’è una sorpresa, lei sicuramente si sarà chiesta quale sarà la prova che Gesù darà quando scenderà dal cielo, visto che oggi si può truccare tutto con i mezzi tecnologici, vero che si è fatta questa domanda?”.

Risposta della signora: La resurrezione dei morti?

Giorgio:

“Brava signora, ha detto bene, persino io ho fatto questa domanda a Gesù e Lui mi ha risposto: ‘La prova che sarò io, sarà che resusciterò tutti i morti del pianeta Terra deceduti negli ultimi 3 giorni’. Cioè se Gesù dovesse tornare, stasera che è sabato sera, alle 20:00 di questa sera, cioè tra 20 minuti, nel momento in cui lo vediamo tutti scendere dal cielo folgorante, risorgono tutti i morti che sono deceduti da mercoledì ad oggi. Se sono cento milioni, resusciteranno cento milioni, se sono cinquanta milioni, resusciteranno cinquanta milioni. Esplodono le tombe, si alzano i morti e camminano. Inoltre mi ha anche detto che quando Lui si farà vedere fisicamente, guariranno all’istante tutte le persone ammalate, ricoverate in tutti gli ospedali del mondo o a casa, all’istante. Tutti! Tutti significa che anche gli assassini criminali, che sono in carcere con malattie terminali, guariranno. Questo per dimostrare che è Lui. E lo farà, perché Gesù può fare tutto. Questo mi consola. Questa risposta che mi ha dato mi ha reso felice, ero l’uomo più felice del mondo, perché, onestamente, non sapevo cosa rispondere a chi morbosamente mi chiedeva quale sarebbe stata la prova. Ecco, più prova di questa…! Il Figlio dell’Uomo che resuscita i morti degli ultimi tre giorni in tutto il mondo, non mi sembra che sia mai accaduto, no? Anche se qualcuno, legato alla religione fanatica, dirà che è opera del diavolo! Va bene, lo perdoneremo!

Per rispondere alla seconda domanda, non so se la gente in sala sa della prima volta. Meglio riassumere, altrimenti raccontiamo il film dalla fine! Io ho incontrato un personaggio che si definisce il figlio di Satana. Vero, falso… sono esperienze personali che io reputo vere, perché so come accadono, però laicamente potrebbe anche essere un impostore. Ma un impostore non nel senso di potere, perché il potere ce l’ha, ma magari si camuffa con questo modo di fare. In ogni caso sono certo che il messaggio mi arrivi dai potenti! Siccome io sono un credente e sono un credulone, credo che si tratti di quella persona che nella Bibbia viene chiamato ‘l’Anticristo’. La prima volta mi ha cercato tramite un conoscente di Roma che mi ha detto che c’era un signore molto importante e facoltoso, miliardario, che mi voleva parlare per una donazione. Quindi io, che ho bisogno di soldi pur odiandoli, per aiutare i bambini, accetto chiunque mi voglia parlare, prima di accettare le offerte. Il mio conoscente mi dice che mi voleva parlare da solo, che è un personaggio importante e appena lo avrei visto avrei capito tutto. La donazione riguardava non migliaia di lire, ma milioni; a quel punto io mi allarmo, però accetto di parlare con tutti, anche se dentro al mio spirito, la mia intuizione, mi dice che si tratta di una cosa seria e non affatto bella…

Quindi questo conoscente mi viene a prendere e mi porta a Roma, nella zona di Monte Mario, dove ci sono delle ville principesche, mi fa entrare in una villa che non apparteneva al signore che mi ha fatto chiamare: lui, a sua volta, era ospite di questa famiglia potente che abita a Roma. Appena arrivo nel giardinetto di questo villone vedo posteggiate una Porsche e due Ferrari; io sono un amante delle macchine, sebbene non abbia una macchina ma sono a piedi e mi accompagnano amici e fratelli con le loro macchine o me la prestano, quindi capisco che si tratta di persone molto potenti. Vengo ricevuto da un ragazzo meticcio, latino-americano sui 40 anni, alto, la cui faccia assomigliava decisamente all’attore Tom Cruise (anche se ovviamente non era lui). Attualmente gli assomiglia ancora di più, nell’ultimo film che ho visto mi ha colpito molto la somiglianza: più Tom Cruise si invecchia e più assomiglia a questo personaggio.

Si presenta, dietro di sé aveva un quadro a forma di caprone, non aveva né Gesù né la Madonna, ma un caprone che è il simbolo di Satana, mi racconta sinteticamente chi è, cioè il direttore di alcune aziende, secondo lui, le più importanti al mondo, ecc., ecc…

Mi dice che mi stimava per la lotta alla mafia e per i segni che porto, dice di essere credente e di voler fare una preghiera con i miei segni…bontà sua! Io faccio la preghiera del Padre Nostro e poi lui mi fa un’offerta. Mi dice: “Le do 66,66 milioni di dollari per un contratto: lei lavora per me, continua a fare tutto quello che sta facendo, ma nella clausola c’è la condizione che non deve mai parlare della Seconda Venuta di Cristo. Se non rispetta il contratto, le conseguenze sono che mi deve restituire tutto il denaro” e a quel punto io sarei andato in galera o sarei morto, in sostanza. Per il resto potevo fare tutto quello che volevo, parlare degli extraterrestri, ufo, la lotta alla mafia, tutto, tutto quello che volevo.

Al che io mi rifiuto, perché la cosa più importante della mia vita è parlare del ritorno di Cristo! Gli chiedo il perché e lui me lo spiega, però sarebbe troppo lungo parlarne, un giorno ve lo spiegherò. Secondo lui Cristo non deve tornare, perché Cristo è il Re dei Cieli e lui è il re della Terra. E ha ragione, per ora ha ragione, ma solo per ora! Io mi rifiuto, lui si irrita e mi dice che non sapevo a quali conseguenze sarei andato incontro ecc., ecc.… però mi dice che ero libero, che non mi poteva fare niente e mi fa riaccompagnare alla stazione e me ne ritorno a casa. Questo è il primo incontro!

Il secondo incontro avviene all’aeroporto. Stavo prendendo un caffè da solo, perché con mia moglie ci siamo sbagliati i voli. Lei arriva a Roma e prende il volo per Palermo un’ora prima del mio. C’eravamo dati l’appuntamento e invece è successa questa combinazione. Io mi trovo solo e Sonia mi aspetta a Palermo, essendo già arrivata là. Vedo avvicinarsi da lontano questo personaggio, e lo riconosco perché assomiglia a Tom Cruise, veramente, sembra banale, lo vedo accompagnato da alcune guardie del corpo, perché lui, nella vita umana, è un personaggio miliardario e potentissimo, ma non l’avete mai visto in TV, è uno di quelli che comanda dietro le quinte. Appena mi vede mi alza la mano per dire che mi voleva salutare e io non faccio niente, aspetto lì, accomodato nel tavolino alto, quei tavolini che ci sono nell’aeroporto, quelli senza sedia; lui si avvicina, le guardie del corpo stanno dietro, mi guarda e mi tende la mano. Da cinque metri vedo questa mano tesa, io gli prendo la mano e gliela stringo.

Nella mente mi chiedo come mai fosse là e lui, come se mi leggesse nella mente, mi dice che era lì, perché stava andando a Zurigo, aveva il volo nell’altro gate e mi voleva dare un messaggio: “Approfitto per darle un messaggio”. Ed io: “Prego”. Io di fronte a lui mi sento superiore, perché il mio interlocutore, il mio padrone si chiama Cristo, il suo si chiama Satana, quindi io parlo da un livello superiore e lo guardo dall’alto in basso, perché lui è il padrone del mondo, ma è il Totò Riina della situazione nei Cieli. Lui è stato scacciato da Dio, quindi sarà anche il padrone del mondo, ma per me è l’ultimo dei miserabili angeli che Dio ha mandato via. Quindi lo guardo dall’alto in basso e lui lo sa che lo guardo così!

Mi dice che avrebbe creato il vuoto intorno a me e io gli chiedo cosa volesse dire. Lui mi risponde che io lo avrei capito, perché sono intelligente e io, a mia volta, gli dico che anche io avevo qualcosa da dirgli. Lui, gentilmente, mi invita a parlare. Io rispondo: “Anche io creerò il vuoto intorno a lei, caro signor…” (io so come si chiama, ma non ve lo posso dire). Lui mi chiede come avrei fatto a farlo. Io rispondo: “Posso farlo, perché il mio superiore si chiama Gesù Cristo che ha la capacità di crearle il vuoto intorno e lei lo sa”. A quel punto lui mi guarda fisso e si fa serio, dicendomi una cosa che io non ho mai voluto dire, perché mi dà fastidio, però questa sera, tra amici, ve la voglio dire. Mi dice: “…eh! Cristo, Cristo, se c’è una cosa che invidio a questo suo Gesù Cristo è che ha persone fedeli come lei, che io non ho! Arrivederci, ci vedremo presto!”…e se ne va! Mi ha detto una cosa che mi dà fastidio ripetere, perché mi esalta, però mi ha detto la verità, perché io e alcuni miei fratelli come te, Pier ed altri, siamo fedeli al Cristo, mentre i suoi mercenari lavorano per lui, ma solo per interesse. Noi non abbiamo nessun interesse, tranne quello di amare Gesù e basta. E questo lui lo invidia e me lo ha detto. Ma perché me lo ha detto, se è il re della menzogna? Perché il Padre gli ha dato l’ordine che ogni volta che mi incontra deve dirmi tutta la verità, non mi può mentire. Questo è stato il secondo incontro e penso che ne avrò ancora. Penso! Perché è lui che mi viene a cercare.

Grazie, vi abbraccio e ci vediamo domani, per chi vuole rimanere sarò a disposizione per rispondere alle domande”.

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L’ESPERIENZA DI ANTONIO URZI E SIMONA SIBILLA

paraclito10Pier Giorgio racconta di aver conosciuto Antonio Urzi nel 2005 grazie al ricercatore ed amico Giuseppe Garofalo che stava interessandosi proprio del caso Urzi. Da lì è partita una campagna di indagine sul caso Urzi, anche insieme all’investigatore internazionale Jaime Maussan, che è sfociata in un documentario realizzato con ‘Studio Tre’, andato in onda su ‘Voyager’.

Antonio, insieme a sua moglie Simona Sibilla, filma in continuazione astronavi, ovunque va, in qualunque parte del mondo si trovi.

Poco tempo fa una troupe televisiva giapponese è andata a Cinisello Balsamo, dove abitano Antonio e Simona, per realizzare un servizio sul loro caso e Antonio ha organizzato un appuntamento per filmare le astronavi. Durante la “vigilanza” del cielo, dove erano presenti anche i componenti del gruppo che Antonio ha costituito a Milano, denominato “Contatto Massivo”, le astronavi si sono mostrate in pieno giorno, facendo entusiasmare la troupe televisiva e tutti i presenti.

Pier Giorgio mostra i filmati di Antonio i quali sono realizzati dalla mansarda dove abita con Simona, attraverso un lucernaio posto sul tetto. I migliori filmati di ufo vengono mostrati al pubblico: si vedono astronavi di vario tipo, dall’astronave a forma discoidale con campana superiore, all’astronave con una sfera orbitante tutta intorno. Tutto materiale sottoposto ad analisi in varie parti del mondo.

Antonio ha realizzato filmati unici nella storia dell’ufologia moderna, come ad esempio il filmato di un disco volante color oro che, secondo per Pier Giorgio, è un segno che indica che la nuova età dell’oro sta per cominciare, la nuova età dell’oro per l’Umanità, che è l’instaurazione del nuovo Regno di Dio sulla Terra.

A questo punto interviene lo stesso Antonio che racconta l’esperienza dei suoi primi avvistamenti e del trauma del contatto che, grazie alla preparazione spirituale ricevuta dal suo padre spirituale Giorgio Bongiovanni, ha saputo affrontare armonizzandosi ed entrando in sintonia con queste sfere superiori. Questi Esseri, avvicinandosi ad Antonio con la loro frequenza elevata, gli scuotono il corpo per avvertirlo della loro presenza per prepararsi a filmare.

Antonio torna poi a parlare dell’astronave color oro filmata di recente, racconta di come Giorgio Bongiovanni lo abbia avvertito che sarebbe arrivata e che doveva tenersi pronto a filmare. Lui era rimasto allibito dalla rivelazione di Giorgio, ma gli aveva creduto fermamente e difatti pochi giorni dopo l’avvertimento di Giorgio, nel parco dove è solito radunarsi con il gruppo “Contatto Massivo”, ecco che si presenta l’astronave color oro. La nave è molto grande e lontana e lo si capisce in quanto ci sono aghi di pino nel filmato che ci fanno rendere conto della tipologia di zoom utilizzato e delle varie misure e distanze.

Antonio racconta poi altri aneddoti di quando filma per strada, dove cerca di coinvolgere anche i passanti, ma questi lo prendono per matto e se ne vanno. Spiega che questi Esseri sono qua per aiutarci, parla del prossimo contatto con loro che rappresentano l’anticipazione della seconda venuta di Gesù Cristo accompagnato proprio da questi Esseri. Chiarisce che chiunque opererà per il bene, avrà la possibilità di vivere tutto questo, perché questa è la verità, non è fantasia, perché le navi sono reali.

Continua raccontando gli avvistamenti che ha insieme al gruppo “Contatto Massimo”, a cui partecipano una settantina di persone e gli oggetti si manifestano soprattutto quando i presenti sono in armonia e si crea una specie di antenna che li sintonizza con le sfere superiori e grazie al cambio di frequenza le astronavi appaiono.

Pier Giorgio mostra ancora filmati di Antonio dove si vedono sfere colorate in pieno giorno in mezzo ai grattacieli e Antonio racconta di quando era in Messico e ha filmato 53 volte in una settimana, chiarendo che questi oggetti fluttuavano nel cielo: essi non volano, ma navigano sulle linee di flusso magnetico del campo terrestre.

In un filmato straordinario di Antonio, che nessun altro ha realizzato in tutto il mondo, ci sono delle sfere di luce in accoppiamento magnetico che si separano e si riagganciano girando su se stesse.

Pier Giorgio conclude raccontando aneddoti di avvistamenti con Antonio: “Mi ricordo un giorno che stavamo andando a Montevideo a fare un’intervista con Georges Almendras al giornale che si chiamava Republica; era una giornata estiva caldissima di cielo terso e mentre camminavamo, a un certo punto, saranno state le 15 del pomeriggio, passa una grande astronave triangolare bianca e io sbigottito chiedo ad Antonio se l’avesse vista e lui mi risponde, con disinvoltura, di sì, che ogni tanto ne passavano!

Un altro giorno eravamo andati a pranzo in un ristorante a New York, avevamo finito verso le due del pomeriggio, usciamo fuori, non riusciamo a fare un passo che Antonio guarda in alto ed esclama “Eccoli”!

Guardo verso l’alto e vedo un’astronave che emanava dei riflessi color fucsia bellissimi. Eravamo con Alessia Gonzales, James Carman ed altri amici”.

Antonio conclude lasciando un messaggio: “Dobbiamo stare attenti e ascoltare il messaggio di Giorgio Bongiovanni, personaggio chiaro ed inequivocabile. Io filmo perché seguo Bongiovanni e questo gli Esseri me lo hanno confermato nel 2012, per ben tre volte nello stesso anno. Giorgio rappresenta il mio punto di riferimento e lo è anche per gli Esseri, quindi bisogna seguirlo, anche per le opere che porta avanti nel sociale e nell’attività antimafia”.

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Claudia & Gabriele, 20 settembre 2018

Ringraziamo con tutto il cuore per la preziosa collaborazione:

Donatella Campus e Antonella Perna per le sbobinature

Jacopo Bonfili e Paolo Bassani per le bellissime fotografie

Francesca Fofi per l’aiuto con il greco antico

Link all’originale: https://www.thebongiovannifamily.it/messaggi-celesti/2018/7737-lo-spirito-paraclito-e-in-mezzo-a-noi.html

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Un ciclone di grinta e passione

gabrieleyclaudia100Di Gabriele Monacelli e Claudia Marsili

L’Arca di Gubbio si stava preparando da mesi per accogliere questo importante evento, per fare in modo che i ragazzi potessero avere l’opportunità di far sentire la propria voce! Riunioni con le associazioni del territorio, contatti con gli organizzatori, locandine, gestione della logistica, pubblicità…e alla fine il gran giorno è arrivato! Pieni di entusiasmo e non senza una buona dose di agitazione e stanchezza, abbiamo accolto i giovani ragazzi di Our Voice che si sarebbero esibiti il mattino seguente con lo spettacolo “L’Arte uccide la mafia” all’interno dell’evento organizzato dal Comune di Gubbio “Un chilometro di tela”, al quale erano invitate a partecipare alcune scuole eugubine.

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Le voci dei ragazzi hanno riempito Piazza Grande con una forza impetuosa. Voci intense, dirette, emozionanti, commoventi, penetranti…hanno riecheggiato nell’assordante silenzio dell’antica pietra della città. Persone affacciate alle finestre, occhi lucidi tra noi spettatori, che abbiamo sentito nel nostro petto tutta la loro disarmante passione.

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Il freddo pungente non ha impedito alla loro energia di emergere…anche se il pomeriggio quasi tutti hanno dovuto fare i conti con i postumi di questa esposizione prolungata al vento della Piazza e con la stanchezza di una sveglia quasi all’alba! Voce abbassata, qualche linea di febbre, dolori vari. Tutti ci siamo presi cura di loro come meglio potevamo…e qualche ora dopo i ragazzi erano di nuovo pronti e carichi per dare il meglio di loro!

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La sera la replica dello spettacolo si è tenuta al “The Village Pub” dove le interpretazioni dei ragazzi si sono fuse magistralmente con l’esibizione del gruppo Hip Hop Oregon Tape Crew. Un ciclone di grinta e passione ha travolto tutti. Talenti mescolati e donati gli uni agli altri, per creare qualcosa di davvero potente! Nel locale tutti sono rimasti a bocca aperta e l’energia sprigionata si è diffusa ovunque!

gabrieleyclaudiad

Occhi luminosi e profondi, sorrisi sinceri, sguardi che vibrano di speranza, cuori puri che si dimenano nella melma che li avvolge, nel pantano della società che dovrebbe proteggerli e guidarli, e invece li affonda sempre di più, ma loro non mollano, resistono, si aggrappano con tenacia per riuscire a scorgere ancora quella purezza perduta che, con la forza dirompente della loro passione per la giustizia e per la verità, li attira a sé, come il canto di una sirena, e come il vento scuote i loro animi, come il sole illumina i loro passi e guida i loro spiriti assetati d’amore. Amore per la Vita.

Ragazzi siete esseri speciali, sollecitate i nostri spiriti con il vostro entusiasmo e la vostra sete di giustizia. Siete la nostra voce, i nostri occhi e le nostre orecchie, perché attraverso di voi leggiamo la società in cui viviamo, con l’innocenza e la spontaneità che spesso manca a noi adulti. Voi, che dovreste essere liberi di vivere la vostra giovinezza …e invece siete qui, a combattere al nostro fianco! Anzi…siamo noi che seguiamo voi… e respiriamo la gioia di essere insieme, di condividere qualcosa di davvero grande.

Ricordiamo ancora quel Natale di qualche anno fa, dove delle piccole bambine ancora acerbe hanno presentato a tutti noi un piccolo spettacolo scaturito dalla loro passione, dalla loro determinazione nel volersi impegnare per dire la loro…per far sentire la propria voce! Gli occhi di tutti noi presenti si sono riempiti di lacrime. Chi avrebbe mai immaginato che pochissimi anni dopo, mentre quelle piccole ragazzine crescevano, e nuove forze si univano al gruppo, lo spettacolo sarebbe approdato nelle scuole, nei teatri e nelle piazze di tutta Italia!!

Ma qualcuno tra noi aveva compreso tutto sin da subito…sin da quella sera…il nostro amato Giorgio, che ha affermato con profonda emozione: “Questo spettacolo lo portiamo a Palermo!”. Giorgio, maestro e guida per tutti noi, sempre accanto a questi ragazzi per dare loro forza, energia, fiducia. Lui, che col suo passo deciso traccia un solco indelebile dietro di sé, che ci indica chiaramente dove andare…che cosa cercare…da cosa lasciarsi ispirare.

Quello che vediamo davanti ai nostri occhi è un gruppo che cerca con forza di perfezionarsi, giorno dopo giorno, per essere sempre più professionale e portare ancora più lontano la propria voce, che acquisisce esperienza ed impara dai propri errori, che si fa forte dei talenti di tutti e corregge le proprie debolezze con minuziosa pazienza. Che quando cade… si rialza. Sempre. Con rinnovata energia! Condividere con voi l’adrenalina dei preparativi, vivere l’atmosfera dietro le quinte, la concentrazione nel seguire la scaletta passo dopo passo e assicurarsi che ogni cosa fosse al proprio posto…per far si che il messaggio venisse trasmesso a tutti i presenti, in tutta la sua complessa semplicità!

Siamo grati e pieni dell’immensità che abbiamo ricevuto.

Grazie alla vostra passione. Grazie ad ognuno di voi.

Le vostre voci, sono il nostro futuro. Il futuro di ognuno di noi.

Con amore…al vostro servizio
Gabriele e Claudia
Gubbio, 29 aprile 2017

Link all’originale: https://www.thebongiovannifamily.it/arche-2017/7211-un-ciclone-di-grinta-e-passione.html

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Gesù Cristo il Salvatore

jesussacra100Di Gabriele Monacelli e Claudia Marsili

Gesù Cristo si è fatto Carne, per insegnarci l’Amore Incondizionato.
Egli è Risorto, per insegnarci la Giustizia di Dio.

Gesù-Cristo, Uno e Trino

Gesù-Cristo, Verbo di Vita

Gesù-Cristo, Alito di Verità

Gesù-Cristo, Faro nella Via

Egli si è fatto Carne, per insegnarci l’Amore Incondizionato, per trasmetterlo a noi, piccole cellule cosmiche generate dal suo Amore, che lungo il sentiero abbiamo smarrito la Via

Egli è Risorto per tutti noi, per insegnarci la Giustizia di Dio, per imprimere nel nostro essere la Misericordia Infinita che diviene Infinita Giustizia

Sabato Santo. Anno Domini 2017.

Giorgio prende la parola e tutti veniamo immediatamente catapultati insieme a lui in un viaggio nel tempo, che non è più tempo.

Sono le 19.37. Circa 2000 anni fa a quest’ora, in un giorno tra marzo ed aprile, a Gerusalemme, nel sepolcro della famiglia di Giuseppe di Arimatea, giaceva il corpo di Gesù di Nazareth. A quest’ora Lui era dentro il Santo lenzuolo, il sepolcro era sigillato e fuori c’erano delle guardie che controllavano l’ingresso per verificare che non si avvicinassero gli apostoli: sarebbero dovuti andare almeno una cinquantina di persone per spostare la pietra che chiudeva il sepolcro, poiché era molto pesante (circa dieci, venti quintali)! Cristo era lì che giaceva, ma in realtà il suo Spirito, l’astrale di Gesù di Nazareth, non era dentro quel corpo, si trovava in un altro luogo, cioè mentre Gesù aspettava l’ora della resurrezione in cui si sarebbe alzato in piedi, il suo Spirito, il suo astrale, stava visitando un luogo della terra che si trova sotto terra e si chiama Agartha, che possiamo definire inferno. Gesù è andato all’inferno a visitare gli spiriti tormentati: Dio, quindi Cristo, suo figlio, sono padroni di tutto, del Paradiso e dell’inferno; all’inferno non comanda Satana, lui è solo un delegato, ma chi comanda tutto è Dio, non ci sono due dei, Dio ha relegato Satana in quel luogo, perché è stato ribelle e si serve di questo personaggio come strumento di tentazione.

incondicional2Quando Gesù Cristo scende agl’inferi, ordina a Satana di mettersi da parte, e si rivolge a tutte le anime tormentate immerse nei loro lamenti, offrendo loro la redenzione ed essi appena lo vedono cessano di tormentarsi, viene concesso loro un po’ di respiro, si dissetano, il Signore è davanti a loro e li consola, li libera, e loro lo ascoltano: “Sono venuto qui da voi. Sono il Figlio di Dio, vi offro la possibilità di redimervi. Se lo volete io vi libero, anche se siete stati condannati per l’eternità! Lasciate Satana, che vi porta solo tormento, sofferenza e giovamenti materiali e io vi prometto il perdono del vostro castigo. Quando resusciterete, cioè vi reincarnerete, dovrete lavorare a favore della vita e fare del bene. Se non lo farete ritornerete qua e avrete dei tormenti ancora peggiori”. Molti accettano e Cristo li fa reincarnare per riscattarsi: essi si sollevano da Agartha e scelgono delle famiglie per riscattarsi dai loro peccati. Altri rifiutano l’offerta del Signore, perché quando Egli promette loro la rinascita, improvvisamente si ricordano chi sono stati prima di morire e non vogliono umiliarsi, perché magari erano stati comandanti, imperatori, e non hanno la forza di rinascere come servi.

D: Com’è possibile che le anime che vedono Cristo nell’Agartha, nell’inferno, pur avendo ormai perso tutto, rifiutino la sua offerta?

R: Perché Satana ha promesso loro di farle reincarnare ed avere ancora più benessere materiale di quello che avevano, di godere ancora nella materia.

D: Ma Satana può anche far reincarnare le anime?

R: No, tutto viene da Dio, col permesso di Dio, però Satana ha una sua logica che deve seguire, ed in questo caso, essendo Cristo sceso in Agartha (infatti, nel Credo Apostolico che si recita in Chiesa, c’è scritto: “…discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte…”, ndr); egli ha offerto una reincarnazione, e Satana gliene offre un’altra.

Quando Cristo ordina a Satana di farsi da parte, lui obbedisce immediatamente, perché Satana ubbidisce a Dio. L’uomo no. L’uomo non ubbidisce a Dio, quindi paradossalmente siamo peggio del diavolo, e questo viene spiegato anche nel Vangelo, quando Gesù dice all’indemoniato: “Lascialo Satana, vattene! Ti ordino di andartene!” Satana risponde di sì, e dice: “Ma perché ci tormenti Gesù, tu sei il Figlio di Dio, perché ci fai stare male! Se ci fai lasciare questo corpo almeno mandaci dai maiali, così noi possiamo gioire!” I dèmoni avevano bisogno di possedere e Gesù li accontenta e li manda dai maiali, che iniziano a correre verso un dirupo e si suicidano.

A quest’ora Gesù si trova all’inferno, perché il suo amore è infinito: 2000 anni fa Gesù personificava l’amore dello Spirito Santo, che è l’amore incondizionato e che significa dare tutto alle persone che ami mentre loro ti odiano e ti perseguitano. Amare una persona che, anche se non mi corrisponde, accetta il mio amore, non è amore incondizionato, perché comunque mi rende felice. L’amore incondizionato è quando tu ami una persona e ricevi dalla stessa odio, e malgrado ciò la ami lo stesso, incondizionatamente. Questo è stato l’amore che Gesù ha dato all’uomo 2000 anni fa, l’amore incondizionato: dare all’umanità il Suo amore e ricevere in cambio persecuzione, processo, assassinio, morte. Poi Lui è risorto. Ha glorificato il Padre e il Padre ha glorificato Lui. Se invece tu dai amore e ricevi amore, si tratta di amore spirituale umano, altruistico, ma non di amore incondizionato. Non nella nostra dimensione, terza, umana, materiale, razionale, egoistica: qui l’amore incondizionato è dare e, non solo non ricevere niente (che equivarrebbe comunque all’amore cristico) ma ricevere in cambio del male. Nelle dimensioni superiori invece, come nella quarta, nei mondi spirituali dei fratelli della luce, l’amore incondizionato e cristico è espresso nel dare e ricevere: se in quei mondi io do amore e ricevo male, chi mi sta facendo del male viene esiliato da quel mondo.

Allora Cristo s’incarna e ci trasmette l’Amore Incondizionato.

Cristo resterà all’inferno fino alle 5:00 della mattina di domenica, momento in cui Gesù-Cristo (entrambi: spirito e astrale) si risolleva e si proietta di nuovo nel corpo di Gesù di Nazareth: avviene un processo di reintegrazione dello Spirito di Gesù cristificato nel corpo di Gesù di Nazareth. Mentre Egli compie questo viaggio fino ad arrivare in quel corpo, rimargina tutte le ferite che aveva, attraverso la luce solare, lasciando visibili solo le stigmate, i segni sanguinanti. In realtà Gesù risorgerà con i segni non sanguinanti: i fori sono visibili, ma non sono sanguinanti; lascia i fori evidenti per farsi riconoscere, ma risana tutto il corpo e tutte le ferite, lasciandole tutte impresse nella Sindone. Gesù, dopo aver risanato le ferite, prende il corpo che si trovava avvolto dal lenzuolo, lo smaterializza e si rimaterializza in piedi, infatti quel lenzuolo rimane integro, senza traccia di passaggio. Non c’è niente che Cristo non possa fare. Egli può fare tutto. Niente escluso.

incondicional3Egli resuscita alle 5:00 di mattina: gli angeli della luce scaraventano la pietra per terra e le guardie romane assistono a tutto, proprio come accade nel film “Risen-Risorto”: si ubriacano, credono di essere impazziti, dicono al centurione che vogliono essere ricoverati, perché convinti di essere pazzi, ma lui alla fine li convince a parlare e loro raccontano tutto al tribuno, che gli crederà. Che cosa avevano visto? I due esseri di luce che con un fascio di luce scaraventano la pietra… e poi hanno visto uscire Gesù Cristo!

Dopo l’uscita dal sepolcro Gesù Cristo non è più l’amore incondizionato: da quel momento, Gesù, che ha anche lo Spirito Santo in sé, cessa di manifestare l’amore incondizionato e dopo l’offerta di redenzione, Gesù Cristo assume in sé la giustizia di Dio: “Ti do solo in base a ciò che hai prodotto, altrimenti non solo non ti do niente, ma ti tolgo anche tutto quello che hai” Questa è la giustizia di Dio! Quindi la risurrezione è anche intesa come una svolta, un cambiamento: l’uomo ha rifiutato la redenzione (tranne gli eletti) e per questo ancora oggi si trova in questa situazione, quindi Dio-Cristo-Spirito Santo (che è una persona sola) assume la posizione della giustizia di Dio.

Che cos’è la giustizia di Dio? Nient’altro che la legge di causa ed effetto. Ecco perché sono passati 2000 anni: da quel momento Lui affida il regno del mondo a Satana, chiedendogli di gestirlo: “E’ tuo, gestiscitelo, tenta tutti coloro che mi hanno creduto, così che io possa vedere se hanno realmente fede, provali fino allo spasimo; tra circa 2000 anni tornerò, tu ti farai da parte, e io vedrò chi mi è rimasto fedele e con loro costruirò il Regno di mio Padre sulla terra.” Ovviamente in tutti questi 2000 anni ci sono stati anche interventi della Sua infinita misericordia, ma Gesù, dopo la resurrezione, diviene Gesù giustizia di Dio.

Un dolce profumo di rosa accompagna i passi stanchi del nostro messaggero, profumo che simboleggia l’esperienza mistica, la manifestazione che proviene dalle acque primordiali.

La rosa è la coppa che raccoglie il Sacro sangue di Cristo. Il nostro Sacro Graal.

Grazie Giorgio, per il Sapere Immenso che concedi a noi, piccoli figli assetati di Verità.

Grazie per la tua pazienza, la dedizione infinita verso la tua Missione Celeste e verso ognuno di noi.

Con devozione

Claudia e Gabriele

Gubbio, 25 aprile 2017

Link all’originale: https://www.thebongiovannifamily.it/arche-2017/7215-gesu-cristo-il-salvatore.html

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Ho sentito un boato

gabriele100Di Gabriele Monacelli

Ho sentito un boato

Ho sentito tremare la terra sotto ai miei piedi

Ho sentito scricchiolare tutto intorno

Ho sentito crollare edifici

Ho visto una nube di polvere alzarsi verso l’alto

Ho visto il pianto delle persone

Ho visto case distrutte

Ho visto chiese crollate con statue della Madre Santissima in piedi ed intatte

Ho visto la disperazione, lo smarrimento, la rabbia, le lacrime negli occhi della gente

Ho visto persone in ricerca di risposte

Ho visto la tenacia dei pochi che riescono a reagire difronte a tutto questo

Ho visto il grande spirito di solidarietà che muove tutto il paese

Ho visto eroi in azione notte e giorno

Ho visto confortare

Ho visto la voglia di aiutare di migliaia di volontari

Ho visto che senza i volontari tutto questo aiuto non sarebbe possibile

Ho visto… e voglio esserci per fare la mia parte, voglio esserci per servire, voglio esserci per vivere, voglio esserci per non girarmi dall’altra parte, voglio esserci per sporcarmi le mani ed impolverarmi gli scarponi, voglio esserci per gridare giustizia, voglio esserci perché voglio seguire l’esempio del Maestro dei Maestri, Gesù Cristo, il quale fino alla fine ha servito e non si è mai tirato indietro.

A seguito del terremoto del 24 agosto io ed il mio collega veniamo contattati dal responsabile dell’ufficio tecnico della Diocesi di Rieti per le verifiche delle strutture di loro proprietà. La nostra attività prevede il censimento danni di quasi 200 strutture tra chiese e canoniche soprattutto nelle zone epicentrali di Amatrice ed Accumoli e dei comuni limitrofi. Formiamo delle squadre con altri 3 ingegneri per fare in fretta queste verifiche ed iniziamo subito. Quest’attività ci vede impegnati per circa un paio di mesi, nei sopralluoghi siamo accompagnati da frati e sacerdoti. Gran parte delle Chiese sono crollate e quelle che restano in piedi riportano gravi danni. Visitiamo paesi rasi al suolo dal terremoto completamente abbandonati, già prima del terremoto vi erano poche persone residenti, e ormai rimane solo la memoria.

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E’ impressionante vedere questi paesini deserti, e pensare che fino a qualche giorno fa erano pieni di vita con persone che stavano finendo le ferie estive o con le feste del paese in pieno svolgimento. La scena che mi è rimasta più impressa è quella di un ragazzo sulla trentina con la tenda piazzata all’ingresso del suo paese completamente deserto, stava lì in compagnia solo del suo cane in attesa di non so cosa, forse con speranza di ricominciare in fretta…

Noto che nei paesi le chiese sono le strutture che riportano maggiori danni, come se la Terra avesse voluto dare un segnale alla Chiesa. La chiesa è al centro della vita di queste persone e vederla danneggiata per loro è un colpo al cuore. Abbiamo modo di parlare con i parroci ed alcuni residenti sono tutti ansiosi di poter riaprire le loro strutture per celebrare messa, simbolo di una speranza dopo tutta quella distruzione. Ci raccontano del momento della scossa, del boato che hanno sentito e dei crolli subito dopo… scene impressionanti e surreali.

Nel frattempo avevo dato la mia disponibilità come volontario alla Protezione Civile che, insieme al Consiglio Nazionale degli Ingegneri, coordina le squadre di tecnici per il censimento danni su tutto il territorio del cratere sismico. Difatti vengo contattato dopo le scosse del 26 e 30 ottobre e presterò servizio dal 7 al 14 dicembre. Così il 7 mattina mi trovo con un mio amico/collega, che farà squadra con me tutta la settimana, a Rieti presso la Direzione di Comando e Controllo (Dicomac), l’ufficio centrale che in questa fase di emergenza coordina tutta la macchina operativa dei soccorsi ed assistenza alla popolazione.

Alla Dicomac ci comunicano la provincia di Macerata come destinazione per i sopralluoghi e ci danno le istruzioni su come catalogare le schede e le foto. Al Centro di Coordinamento Regionale (CCR) di Macerata, a loro volta, ci comunicano i due comuni da visitare che sono Muccia e Pieve Torina, dove, ai Centri Operativi Comunali (COC), ci aspettano i tecnici comunali per indicarci il da farsi. La nostra attività prevede la classificazione danni su edifici ordinari come abitazioni, negozi, ecc.

I nostri sopralluoghi iniziano il giorno 8 dicembre nel comune di Muccia, un piccolo comune di circa 900 abitanti, con il 90% degli edifici danneggiato e con la popolazione quasi interamente sfollata lungo la costa; pochi residenti sono rimasti nel paese ospitati nei container o nelle strutture agibili. Nella piazzetta di Muccia troviamo il centro operativo allestito con la struttura tecnica comunale, il nucleo dei Vigili del Fuoco, i volontari della Protezione Civile, dell’Ordine di Malta, della VAB (Vigilanza antincendi boschivi) ed i Carabinieri che gestiscono della mensa.

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Ci accoglie il geometra del comune, persona competente e volenterosa, il quale, insieme a tecnici volontari del posto, organizza l’assistenza tecnica alla popolazione: messe in sicurezza delle strutture, recupero beni negli edifici ed il coordinamento dei numerosi volontari presenti, tra cui noi. Nel giro di pochi minuti ci organizza una decina di sopralluoghi da fare in giornata e, siccome dobbiamo andare in zona rossa, ci affida un vigile del fuoco come scorta. Le zone rosse sono quelle zone della città con edifici altamente lesionati (generalmente i centri storici) le quali vengono transennate e si può accedere solo con l’autorizzazione e scortati dai Vigili del Fuoco.

Il nostro lavoro e la nostra avventura cominciano. Sono emozionato di vivere tutto questo ed essere utile alla popolazione, ma rimango un po’ teso, perché non vorrei farmi trasportare troppo dalle emozioni e rimanere più professionale possibile, ma presto avrei cambiato idea…

Incontriamo i proprietari che ci accompagnano nei sopralluoghi. Sono persone turbate ed incredule che sia potuto accadere tutto questo e ancora non se ne fanno una ragione. Durante la giornata facciamo diverse visite ed abbiamo modo di vedere gran parte della cittadina la quale risulta devastata con crolli e gravi danni agli edifici, vie chiuse e transennate con edifici a rischio crollo, negozi chiusi, banche chiuse, posta chiusa, municipio chiuso, e tutto intorno silenzio… praticamente il terremoto in pochi secondi ha fermato la vita di queste persone, ha scattato una fotografia di quell’attimo in cui è diventato protagonista di migliaia di vite.

Entrando nelle abitazioni si vede proprio questo, si vede la vita che si è fermata in quell’attimo… piatti nel lavandino della cucina, letti disfatti, poltrone con il telecomando sul bracciolo del divano, armadi aperti con abiti sparsi sopra i letti, oggetti caduti dai mobili che in mille pezzi invadono i pavimenti, tutto congelato a quell’istante.

Durante le visite parliamo con i residenti i quali ci fanno tantissime domande sul terremoto, su come sta la loro abitazione, su quando potranno rientrare, se la casa è da demolire, su quando inizierà la ricostruzione, ecc. e noi, con il passare del tempo, ci accorgiamo che le risposte che vogliono non sono solamente di carattere tecnico ma anche di conforto, cercano nelle nostre risposte la speranza e la possibilità di ricominciare. Altri invece sono arrabbiati, perché non si può costruire in questo modo, far morire la gente in questo modo, e noi non possiamo che dargli ragione. Spieghiamo che soluzioni per evitare ciò esistono, si possono fare edifici sismicamente isolati applicando dei dispositivi in fondazione come fanno in Giappone o in altre parti del mondo, ma tutto questo non porta i soldi nella direzione giusta, come invece avviene nella fase della ricostruzione.

Il pranzo di questa giornata di festa viene animato dai Carabinieri, i quali gestiscono la mensa degli sfollati di Muccia, preparando gustosissimi piatti a base di cinghiale!!! Il bianco, il blu ed il rosso sono i colori che addobbano la sala e richiamano le divise dei militari. Un signore del posto durante il pasto prende il microfono e ringrazia i carabinieri per tutto quello che stanno facendo in questi giorni, li ringrazia per gli ottimi piatti che preparano, per il loro servizio alla città, li ringrazia anche per tutto quello che fanno con il loro lavoro ordinario, per il loro impegno nella sicurezza del paese e ricorda gli agenti di scorta uccisi nelle varie stragi mafiose e quelli che ogni giorno rischiano la vita con il loro servizio… l’applauso parte spontaneo ed è una standing ovation. E’ significativo vedere come in questi momenti di difficoltà la solidarietà e l’umanità delle persone esca fuori in maniera prorompente, i cuori si aprano e la comunione sia sempre viva.

La giornata si conclude nell’albergo a Porto San Giorgio, dove incontriamo altri colleghi impegnati anche loro nei sopralluoghi per le agibilità. Ci scambiamo le esperienze dalle quali emerge qualche mancanza nell’organizzazione della macchina operativa. Capiamo che dobbiamo rimboccarci le maniche per fare il nostro lavoro al meglio e non dare troppa attenzione ai mal funzionamenti del sistema.

La seconda giornata di sopralluoghi ha inizio, veniamo spostati con l’albergo all’Abbadia di Fiastra per essere più vicini alla nostra destinazione delle visite. Il ritmo della giornata sarà scandito da 7-8 sopralluoghi, visitiamo case di residenza ed anche seconde case abitate nel weekend e nei giorni festivi.

Durante la terza giornata di sopralluoghi abbiamo il piacere di stare in compagnia di una squadra di tre Vigili del Fuoco che hanno più o meno la mia età. Con questi ragazzi andiamo in una frazione di Muccia e, mentre noi andiamo a rilevare i danni negli edifici, loro provvedono alla messa in sicurezza esterna lungo le vie principali del paese, rimuovendo coppi e comignoli pericolanti, mettendo dei teli nei tetti scoperti o demolendo piccole porzioni di pareti a rischio crollo. E’ impressionante il lavoro che fanno, hanno una grande passione e tanta voglia di aiutare. Sono curiosi anche di sapere quello che facciamo noi e ci fanno diverse domande per capire come funzionano le strutture sotto azione sismica e come intervenire per renderle sicure.

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L’ultima visita della giornata la facciamo alla casa di una giovane coppia. I due ragazzi entrano in casa con noi e raccolgono oggetti e vestiti da portare via; la ragazza si commuove e ci chiede se la sua casa è agibile, diciamo che purtroppo i danni sono gravi e la casa è inagibile e non sappiamo quando potrà rientrare. Anche noi ci uniamo alla sua commozione, non è facile vedere queste vite travolte da quest’energia che improvvisamente si libera dal terreno e cambia tutto lo scenario, cambia i riferimenti quotidiani e le tue esigenze principali. Mentalmente ringrazio per il percorso spirituale che sto facendo, il quale mi permette di vedere oltre la materia e mi aiuta ad avere la consapevolezza che nulla ci appartiene.

Passiamo il pranzo con i Vigili del Fuoco e, non so come, ma ad un certo punto mi trovo a parlare con uno di loro di extraterrestri, parliamo di UFO e delle sfere di luce. Lui ha seguito alcune conferenze di Mauro Biglino ed è molto appassionato di questi temi, io gli parlo dei filmati di Antonio Urzi e delle ricerche di Pier Giorgio Caria. Lui vuole approfondire gli argomenti ma il dovere ci chiama e dobbiamo ripartire per i nostri giri.

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I ritmi delle giornate sono veloci, perché alle 17 cala il buio e dobbiamo usare ogni istante di luce per i sopralluoghi. Ogni pomeriggio, al rientro dai sopralluoghi, dobbiamo sistemare le schede di agibilità, catalogare le foto e compilare i documenti di riepilogo da lasciare al comune, per cui il nostro lavoro non finisce prima delle 19 e la serata è presto finita. Rientro in albergo, doccia, cena e a letto presto.

Un’altra giornata di sopralluoghi inizia ed incontriamo nuovi sguardi, nuove storie, nuove persone che ci accompagnano nelle loro case sventrate ed abbandonate, le scosse si susseguono in continuazione, almeno una scossa ogni paio d’ore, per cui rimaniamo il minor tempo possibile negli edifici, in due occasioni ci hanno sorpreso le scosse dentro gli edifici, ma grazie a Dio non è successo nulla. La maggior parte del tempo la passiamo a parlare con i proprietari per spiegare loro le cause dei danneggiamenti e come sarebbe possibile riparare le abitazioni.

Al quarto giorno di sopralluoghi mi confronto con il mio collega sul grande aiuto che danno i volontari, ci rendiamo conto che gran parte dell’assistenza alla popolazione è fatta proprio da loro e che senza di essi tutta l’operatività che vediamo non sarebbe possibile.

Domenica 11 dicembre è il nostro ultimo giorno di lavoro presso il comune di Muccia, da lunedì a mercoledì ci aspetta il turno al comune di Pieve Torina. Arrivati la mattina del lunedì al centro operativo comunale di Pieve Torina ci attende anche qui il geometra comunale. Anche in questo comune troviamo una situazione simile: una cittadina di circa 1200 abitanti con tantissimi edifici danneggiati e la popolazione sfollata lungo la costa.

Durante i sopralluoghi viviamo diverse situazioni, incontriamo persone anziane con uno spirito da ventenni ed uno di questi ci invita a ritornare presto e appena avrà casa sistemata ci offrirà la cena, un altro signore ci ringrazia tanto per il nostro servizio e ci regala del vino. Altro sopralluogo, siamo diretti in un ristorante dove ci aspettano il gestore ed i proprietari. Il ristorante è stato da poco ristrutturato e riporta gravi danni che determinano l’inagibilità; il gestore ci ha investito diversi soldi ed ora è molto demoralizzato per la sua attività. I proprietari sono rassegnati, hanno un altro ristorante ad Ussita ed anche quello risulta inagibile. Hanno trascorso i giorni passati a lavorare presso altri ristoranti facendo anche i volontari per aiutare i loro colleghi. Cerchiamo di consolarli nel dire che presto riapriranno le loro strutture ma capiamo che non è una situazione facile da affrontare e da vivere.

Martedì a pranzo passiamo a salutare i nostri amici dei vigili del Fuoco a Muccia ed ho di nuovo l’occasione di parlare con il vigile del fuoco della visita extraterrestre. Parliamo del perché e del come ci visitano, parlo delle sfere di luce e dei miei piccoli avvistamenti, parliamo delle varie forme di contatto che usano per comunicare con noi terrestri e della futura loro manifestazione a livello mondiale. Ci scambiamo i nostri contatti e ci salutiamo, io sarei ripartito l’indomani ed anche lui sarebbe rientrato a Novara il giovedì successivo.

Anche questi tre giorni di servizio a Pieve Torina volano veloci. Mercoledì 14 facciamo le ultime tre visite al comune e poi ci dirigiamo a Macerata dove dobbiamo consegnare le schede e le foto dei sopralluoghi. Arrivati all’ufficio dobbiamo aspettare le 14 per le consegne, nel frattempo recuperiamo qualcosa da mangiare e ci sediamo in mezzo ad un prato per pranzare. Siamo lì in mezzo ad un prato verde, il sole brilla alto in cielo, la temperatura è piacevole e mangiamo cous cous con le verdure, dietro di noi un ragazzo di colore fa footing… questa scena suscita in me una coscienza universale, penso alla fratellanza tra i popoli, alle diverse culture che animano il pianeta, alla vita nel cosmo con cui presto entreremo in contatto. Il mio pensiero si proietta sul fatto che siamo così piccoli difronte alla creazione, siamo quasi insignificanti nell’immensità universale eppure siamo tanto arroganti e presuntuosi. Lo scenario di distruzione del terremoto può essere benissimo evitato, le centinaia di persone uccise possono essere risparmiate e potremmo vivere in armonia con quest’evento naturale che fa parte del nostro paese da sempre ed ancora ci sembra così ignoto. Bastano pochi secondi e le nostre vite sono sconvolte e bisogna ricominciare. Il terremoto ha cambiato le vite di tante persone ed i loro parametri vitali ora sono diversi. La natura è diventata protagonista del vivere quotidiano in maniera diretta ed incisiva, ha detto “eccomi qua”.

Ho passato questa settimana al servizio delle persone che si trovano a vivere un dramma che è anche il mio, perché se vogliamo evitare tutto questo dobbiamo fare la nostra parte. Sono stato animato da un forte spirito di servizio e non nascondo che ho dovuto lottare contro tutte le mie mancanza umane, le mie strutture mentali ed i miei limiti. Entrando negli edifici danneggiati ho aperto gli occhi ed ho visto, ho cercato di entrare in empatia con le persone e leggere i loro stati d’animo. Mi sono reso conto che sono povero, sono povero di fede e di quanto la mia vita sia basata su parametri fragili. Bisogna allenarci quotidianamente al distacco dalla materia, perché è solo illusione momentanea, bisogna cambiare i nostri riferimenti, i nostri sostegni ed elevare la nostra coscienza alla nostra dimensione spirituale, alimentare la nostra evoluzione spirituale. La materia in pochi secondi può abbandonarci e quello che resta non può essere afferrato o toccato, siamo noi, il nostro spirito, le nostre qualità, la nostra vera essenza alla quale dobbiamo obbedire. Ho visto persone disperate, perché avevano perso tutto e non ci rendiamo conto che, in realtà, non hanno perso niente, perché sono ancora vive, in ottima salute, in forze e con tanto aiuto da amici, parenti e volontari. Tutto si può ricostruire e può durare per l’eternità se nelle fondazioni e nelle strutture mettiamo la nostra unione, i nostri talenti, la nostra passione per la vita, il nostro spirito di servizio, la nostra disponibilità ad aiutarci l’un l’altro ed apriamo il cuore all’ascolto dell’altro evitando egoismo, chiusure ed individualismi.

Al vostro servizio con amore

Gabriele

21.12.2016

Alcune foto dei danni…

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gabriele9Link all’originale: https://www.thebongiovannifamily.it/arche-2017/7104-ho-sentito-un-boato.html

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